Non bastano le minacce del governo di segnalare alla Guardia di finanza gli impianti che non applicano i prezzi dei carburanti adeguati al taglio delle accise. La storia non cambia e il costo di benzina e diesel continua non solo a non scendere quanto dovrebbe, ma addirittura a salire. Perché, tanto per non cambiare, la discesa delle quotazioni del petrolio non ha avuto alcun effetto sui prezzi alla pompa, ma la lievissima risalita sì. Mentre il taglio delle accise sul gasolio introdotto dal governo continua a essere rispettato a metà.
Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha comunicato i prezzi medi dei carburanti applicati alla pompa giovedì 30 luglio e il risultato è, di nuovo, una beffa per gli automobilisti. Il prezzo medio della benzina in modalità self service lungo la rete stradale è di 1,989 euro al litro, per il gasolio è 2,066 euro al litro. In autostrada, invece, il prezzo medio è di 2,076 euro al litro per la benzina e di 2,165 euro al litro per il diesel.
Carburanti, solita beffa: il confronto su benzina e diesel
Questi dati vanno confrontati con quelli degli scorsi giorni. Ieri la benzina si attestava a 1,986 euro al litro. Il prezzo è quindi leggermente aumentato. Una risalita che, si potrebbe pensare, dipende dall’aumento delle quotazioni del petrolio nella giornata di ieri. Vero, peccato soltanto che prima non sia mai stato scontato il calo delle quotazioni del Brent degli scorsi giorni. Perché lunedì la benzina costava 1,982 euro al litro e da allora, pur considerando il rialzo di ieri, le quotazioni sono scese di oltre il 10%. E invece il prezzo alla pompa è salito, senza neanche un giorno di discesa in seguito al calo delle quotazioni petrolifere.
Il gasolio ieri, nel primo giorno di applicazione concreta del taglio delle accise di 17 centesimi introdotto dal governo, si attestava a 2,074 euro al litro. Si partiva da 2,180 e la discesa totale è di poco più di 11 centesimi invece dei 17 previsti. Sempre, ricordiamo, a fronte di un calo delle quotazioni petrolifere che è stato completamente ignorato dai gestori.
Come sottolinea il Codacons, “per il terzo giorno consecutivo il taglio delle accise da 17 centesimi disposto dal governo non è stato interamente trasferito sul prezzo finale del gasolio alla pompa”. Il prezzo medio è sceso di 11,8 centesimi rispetto ai prezzi del 27 luglio sulla rete ordinaria. E ancora peggio va in autostrada, dove la riduzione è stata solamente di 9 centesimi al litro invece di 17. La conclusione è che il governo spende soldi pubblici per aiutare gli automobilisti, ma a guadagnarci sono principalmente i gestori dei carburanti e non i cittadini, che non vedono applicato lo sconto.