La beffa dei carburanti: crolla il petrolio ma la benzina non scende e il taglio delle accise viene ignorato

Doppia beffa sui carburanti: crolla il petrolio ma il prezzo della benzina non scende. E il taglio delle accise sul diesel è applicato a metà.

La beffa dei carburanti: crolla il petrolio ma la benzina non scende e il taglio delle accise viene ignorato

Doppia beffa sui carburanti per gli automobilisti italiani. Da una parte c’è il taglio delle accise sul diesel, il mini-sconto, per pochi giorni, applicato dal governo, che viene applicato in maniera parziale. Dall’altra c’è il prezzo della benzina che resta stabile nonostante il crollo delle quotazioni del petrolio. E anche il costo del diesel scende molto meno del previsto, perché tra taglio delle accise e quotazioni del petrolio il calo sarebbe dovuto essere almeno il doppio di quello finora registrato.

Niente di nuovo, considerando che tutte le volte che il prezzo alla pompa deve scendere questo avviene con molta lentezza. Se avviene, tra l’altro. Quindi anche questa volta gli effetti della riduzione delle quotazioni del petrolio e del taglio delle accise non si vedono. Anzi, addirittura l’effetto è quello opposto. 

Carburanti, doppia beffa su benzina e diesel tra crollo del petrolio e taglio delle accise

Partiamo dalle quotazioni del petrolio. Il 24 luglio il Brent, riferimento per l’Europa, era sopra i 100 dollari al barile. Poi la tregua tra Usa e Iran ha fatto crollare le quotazioni e lunedì 27 luglio si è ripartiti da un dato inferiore ai 90 dollari al barile. La discesa è continuata il 28 luglio, con cifre attorno agli 83-84 dollari al barile per tutta la giornata. Parliamo di ieri, quindi. Solo questa mattina si è registrata una leggera risalita, legata alle ultime tensioni in Medio Oriente, ma ovviamente non può essere registrata dai prezzi dei carburanti di oggi. 

Andiamo allora a vedere i dati rilasciati dal Mimit sul prezzo alla pompa. Oggi, 29 luglio, il prezzo dovrebbe risentire di due cose: il crollo delle quotazioni del petrolio (scese di oltre il 10%) e il taglio delle accise in vigore da ieri. Il prezzo medio della benzina è di 1,986 euro al litro, quello del gasolio di 2,074 euro al litro.

Tenendo a mente il taglio delle accise e la discesa del petrolio, andiamo allora a guardare i dati del 28 luglio. Ci si aspetterebbe un dato molto più alto di quello di oggi. Partiamo dalla benzina: il prezzo è lo stesso di oggi a 1,986 euro al litro. Quindi nelle ultime 24 ore non è stato applicato in alcun modo il calo derivante dal crollo del petrolio. Passiamo poi al diesel: si attestava ieri a 2,180 euro al litro. Questo vuol dire che nelle ultime 24 ore il prezzo è sceso di meno di 11 centesimi al litro contro un taglio delle accise di 17 centesimi. A cui andrebbe aggiunto il calo del petrolio. Insomma, il prezzo è sceso la metà di quanto avrebbe dovuto. 

Continuando ad andare indietro, arriviamo a lunedì 27 luglio. Ci si aspetterebbe, considerando quotazioni del petrolio e taglio delle accise, prezzi molto più alti. Invece non è così: la benzina era addirittura più bassa, a 1,982 euro al litro. Quindi il petrolio è sceso di oltre il 10% e il prezzo della benzina è invece aumentato il giorno successivo. Il gasolio era solo leggermente più alto, a 2,185 euro al litro. Anche in questo caso, il calo oggi è nettamente inferiore rispetto al taglio delle accise. 

La protesta dei consumatori

Come sottolinea Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, non sorprende che il gasolio sia rimasto sopra i 2 euro, ma è andata anche peggio del previsto considerando che siamo ancora intorno ai 2,1 euro al litro, ben al di sopra delle attese. Mentre la benzina “in autostrada” costa “esattamente come il gasolio nella rete stradale, un prezzo che non si aveva dal 27 settembre 2023”. E la benzina oggi costa “18 centesimi al litro in più” rispetto al 3 luglio. 

Il Codacons sottolinea che lo sconto sulle accise “continua a non essere applicato alla pompa”, con una discesa “in due giorni di soli 11,3 centesimi nonostante il ribasso delle quotazioni petrolifere”. L’associazione ha quindi annunciato la presentazione di un esposto all’Antitrust e alla procura per “la possibile fattispecie di truffa aggravata”. In autostrada, peraltro, il calo è stato “solo di 8,6 centesimi” a fronte degli almeno 17 previsti.