Questa mattina, chi si è recato al distributore per fare il pieno di benzina o diesel si è trovato davanti a una brutta sorpresa. Come reso noto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sulla base degli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità self service, lungo la rete stradale nazionale, ha toccato valori che, soltanto fino a pochi mesi fa, erano pressoché inconcepibili.
Secondo quanto rilevato, infatti, la benzina self service viene venduta a 2,107 euro al litro (+21 millesimi rispetto a venerdì), mentre il diesel arriva a 2,216 euro al litro (+23 millesimi). Senza il taglio dell’accisa, che scade giovedì e riguarda soltanto il gasolio, il prezzo del diesel raggiungerebbe un nuovo record storico, arrivando a 2,384 euro al litro.
Per quanto riguarda i carburanti alternativi, il Gpl si attesta a 0,747 euro al litro (-1 millesimo), mentre il metano arriva a 1,830 euro/kg (+24 centesimi).
Carburanti, oggi 14 settembre è allarme prezzi: benzina oltre 2,10 euro e diesel a 2,21 euro
Sulla rete autostradale le cose vanno addirittura peggio, visto che il prezzo medio self service della verde è di 2,198 euro al litro, mentre quello del gasolio è di 2,293 euro al litro. In autostrada anche i carburanti alternativi hanno un costo sensibilmente maggiore, con il Gpl che viene venduto a 0,883 euro al litro, invariato rispetto a venerdì, mentre il metano arriva a 1,778 euro al kg (+10 centesimi).
Com’è facilmente intuibile, a pesare su questi aumenti sono le tensioni in Medio Oriente e le quotazioni del Brent, che restano sopra i 100 dollari al barile. In particolare, a mettere in apprensione i mercati è l’offensiva degli Houthi in Yemen, che ha portato i ribelli filo-iraniani a conquistare il controllo dello stretto di Bab el Mandeb, ossia un altro snodo vitale per il commercio del petrolio.
L’eventuale chiusura di questo lembo di mare, unita a quella già in atto nello Stretto di Hormuz, non può che mettere in apprensione i mercati che, c’è da scommetterci, potrebbero rispondere con nuovi rincari.