Il caro carburanti continua a ruggire con il diesel che vola a 1,71 euro. Ecco come sono cambiati i prezzi dal primo gennaio 2026 quando sono scattate le nuove accise

Diesel a 1,71 euro, massimo da tre mesi. Ecco il confronto con i prezzi del 1° gennaio dopo le nuove accise che pesano sul caro carburanti.

Il caro carburanti continua a ruggire con il diesel che vola a 1,71 euro. Ecco come sono cambiati i prezzi dal primo gennaio 2026 quando sono scattate le nuove accise

Il pieno di benzina e diesel pesa sempre di più. Dopo una breve pausa, il gasolio torna a farsi sentire nelle tasche degli automobilisti e tocca quota 1,71 euro al litro nella media nazionale self service, il livello più alto dallo scorso 25 novembre. Un rialzo lento ma costante che non sembra conoscere sosta.

Secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana su circa 20mila impianti, la benzina self service si attesta a 1,661 euro al litro, mentre il diesel self service sale a 1,710. Al servito si arriva a 1,801 per la benzina verde e addirittura a 1,847 per il gasolio. Il problema è che in autostrada va anche peggio con il diesel self service a 1,811, e il servito a oltre 2,07 euro.

Lieve aumento anche per il Gpl servito che arriva a quota 0,689 euro/litro, mentre il metano cala lievemente arrivando a costare 1,406 euro/kg.

Il caro carburanti torna ruggire: ecco il confronto con i dati del 1° gennaio

Ma come si è arrivati a questo punto? Facciamo un passo indietro. Il primo gennaio 2026, con l’entrata in vigore delle nuove accise, lo scenario era diverso. La benzina self service si fermava a 1,650 euro al litro, il diesel a 1,666. Per la prima volta da tre anni il gasolio risultava più caro della verde, effetto diretto dell’allineamento delle accise: -4,05 centesimi sulla benzina, +4,05 sul diesel, entrambe fissate a 67,26 centesimi al litro.

Oggi la distanza si è allargata. Il diesel è salito di circa 4,4 centesimi rispetto a inizio anno, la benzina di poco più di un centesimo. Uno scarto che racconta un trend rialzista che non accenna a fermarsi.

Accise, biocarburanti e rialzi

Cosa significa concretamente? Che il riordino fiscale – giustificato come correzione di un “sussidio dannoso per l’ambiente” – ha inciso, e non poco. E non è tutto. Sempre dal primo gennaio è aumentato anche il costo di miscelazione dei biocarburanti, tra 1,5 e 2 centesimi al litro. Un aggravio che sarebbe dovuto essere compensato quasi alla virgola dal calo delle quotazioni internazionali dei raffinati, ma che, in realtà, non si è tradotto in uno sconto alla pompa.