Carrello della spesa fuori controllo. In cinque anni rincari del 30%

Negli ultimi cinque anni il costo del carrello della spesa è aumentato del 30%, ben oltre l’inflazione dello stesso periodo, pari al 21%

Carrello della spesa fuori controllo. In cinque anni rincari del 30%

A leggere i dati dell’indagine del Sole 24 Ore sul carrello della spesa, le opposizioni hanno reagito quasi all’unisono: mentre il Paese affonda tra carburanti alle stelle, bollette e prezzi alimentari sempre più pesanti, il governo sembra avere come priorità la riforma elettorale e la propria sopravvivenza politica. Negli ultimi cinque anni il costo del carrello della spesa è aumentato del 29,5%, ben oltre l’inflazione complessiva dello stesso periodo, pari al 21%.

Carrello della spesa fuori controllo. In cinque anni rincari del 30%

Il paniere analizzato dal Sole 24 Ore comprende 31 prodotti indicativi della spesa settimanale di una coppia con un figlio: ciò che nel 2021 costava 100 euro oggi ne richiede 129,5. Gli aumenti più pesanti riguardano proprio i prodotti di uso quotidiano. Gli ortaggi più consumati segnano un +39%, il caffè un +51% e l’olio extravergine un +47%. Per i pomodori si spende il 45% in più rispetto a cinque anni fa, per le patate il 44% e per le melanzane il 41%. Anche la colazione è diventata più cara: +21% per il latte e +27% per yogurt, merendine e biscotti. Aumenti superiori all’inflazione generale anche per uova (+43%), riso (+44%), pane (+28%), passata di pomodoro (+26%), pasta (+24%) e tonno in scatola (+25%).

Il risultato è che sempre più famiglie sono costrette a ridurre quantità o qualità dei prodotti acquistati. Nel 2024 lo dichiarava il 31% dei nuclei familiari, contro il 24,3% del 2021. Un dato che racconta meglio di molti slogan quanto il caro-vita abbia già cambiato le abitudini quotidiane.

La stangata

E l’autunno rischia di portare un’altra stangata. Secondo le stime del Codacons, tra settembre e novembre una famiglia potrebbe sostenere fino a 633 euro di maggiori spese. A pesare soprattutto sarà l’energia. Il prezzo dell’elettricità è passato dai 112 euro al MWh del trimestre autunnale 2025 agli attuali 180 euro, con un aumento del 60,7%. Ancora più marcato il rialzo del gas, con l’indice Psv passato da 0,358 a circa 0,750 euro al metro cubo: oltre il 100% in più. A questi rincari si aggiunge quello dei carburanti.

Se i prezzi resteranno ai livelli attuali, il Codacons stima nel prossimo trimestre una maggiore spesa di 145 euro per chi utilizza un’auto diesel e di 93 euro per un’auto a benzina, ipotizzando due pieni al mese. Le tensioni sui mercati energetici rischiano inoltre di trasferirsi sui prezzi di beni e servizi: un aumento del 3% di alimenti e bevande comporterebbe circa 70 euro di spesa aggiuntiva, mentre per i trasporti il rincaro stimato è di 68 euro a famiglia. Per chi ha figli in età scolastica si aggiunge poi il costo della ripartenza delle scuole: tra libri e corredo si può arrivare fino a 1.300 euro per studente.

Opposizioni in trincea

Giuseppe Conte, leader del M5S, attacca frontalmente il governo: “È qui la festa? Sono troppo impegnati con i preparativi della loro festa a Bari e a costruirsi una legge elettorale per rimanere imbullonati al potere”. L’ex premier ricorda gli aumenti sui carburanti e sulla spesa alimentare e accusa l’esecutivo di aver detto no alle proposte su extraprofitti, salari, tasse e riduzione degli impegni sul riarmo. “Loro festeggiano, gli italiani no”.

Sulla stessa linea Elly Schlein: “Quello che resta dopo quattro anni di governo Meloni è l’aumento incontrollato del costo della vita”. Per la segretaria del Pd, Palazzo Chigi pensa all’autocelebrazione mentre gli italiani devono preoccuparsi del pieno alla macchina e del carrello della spesa. Il punto politico è tutto qui: mentre il costo della vita continua a divorare redditi e risparmi, il governo appare impegnato soprattutto a riscrivere le regole del voto e a celebrare sé stesso. Ma tra scaffali, bollette, distributori e spese scolastiche, la festa promessa da Meloni continua a non vedersi.