Caro-carburante, possibile effetto domino sui prezzi al dettaglio

Caro-carburante, possibile effetto domino sui prezzi al dettaglio. A destra sempre rissa tra Lega e FI sugli sconti mirati ai redditi bassi

Caro-carburante, possibile effetto domino sui prezzi al dettaglio

Il caro-carburanti rischia ora di produrre un effetto domino sui prezzi al dettaglio, trasferendo i maggiori costi dei trasporti sui listini di beni e servizi. È l’avvertimento che arriva dal Codacons. Secondo l’Associazione in un Paese come l’Italia, dove oltre l’80% del trasporto terrestre delle merci avviene su gomma, l’aumento del prezzo del gasolio determina inevitabilmente maggiori costi per l’autotrasporto e la distribuzione. Costi che rischiano di essere scaricati, in tutto o in parte, sui consumatori finali attraverso aumenti dei prezzi nei negozi e nei supermercati. Il pericolo riguarda in particolare i prodotti alimentari e i beni di largo consumo, caratterizzati da una filiera che comporta numerosi spostamenti su gomma, dalla produzione fino ai punti vendita.

Caro-carburante, possibile effetto domino sui prezzi al dettaglio

“Dopo la stangata alla pompa, i cittadini rischiano quindi di subire una seconda stangata al momento di fare la spesa – afferma il Codacons -. L’aumento dei carburanti non colpisce soltanto chi utilizza un’automobile, ma può propagarsi all’intera economia attraverso l’incremento dei costi di trasporto e distribuzione”. Motivo per cui il Codacons chiede al governo di attivare un monitoraggio sull’andamento dei prezzi al dettaglio nelle prossime settimane, con particolare attenzione ai generi alimentari e ai prodotti di largo consumo, verificando che gli eventuali rincari siano realmente giustificati dall’aumento dei costi sostenuti dalle imprese.

I rischi

Il rischio è che il caro-carburanti venga utilizzato come alibi per applicare aumenti dei listini superiori agli effettivi maggiori costi. “Il governo – secondo il Codacons- deve quindi intervenire non solo per contenere i prezzi alla pompa, ma anche per impedire che la corsa di benzina e gasolio inneschi una nuova spirale inflazionistica, aggravando ulteriormente la spesa quotidiana delle famiglie italiane”. Intanto nel governo è sempre rissa a destra sulle strategie da applicare dopo il 5 settembre quando scadrà lo sconticino sulle accise sul gasolio.

A destra è sempre rissa tra Lega e Forza Italia

L’idea del governo di sconti mirati in base al reddito, selezionando chi sta nella fascia più bassa, ha incontrato subito il no della Lega, grande sostenitrice, invece, della tassazione sugli extraprofitti di banche ed energetici. Forza Italia, contraria a toccare gli extraprofitti, si schiera anche nel caso degli sconti selettivi sul fronte opposto a quello del Carroccio. “È ragionevole dare priorità alle famiglie a basso reddito”, sebbene per Forza Italia questa sia solo una parte della risposta. A dirlo è Stefania Craxi, capogruppo degli azzurri al Senato.

Per Craxi “è ragionevole selezionare e quindi concentrarsi sui redditi bassi, ma aiutare chi oggi è più in difficoltà non significa abbandonare il ceto medio, né tantomeno dimenticare alcuni settori”, come autotrasporto, agricoltura e pesca. “Mentre si dà una risposta più forte a chi soffre maggiormente si deve lavorare a misure strutturali perché il caro energia non è più un’emergenza temporanea”, sostiene. Peccato che la coperta sia cortissima.