Casaleggio gioca con la Rete ma perde la partita

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di Vittorio Pezzuto

Non sappiamo se la gatta frettolosa fece i gattini ciechi. È però fuor di dubbio che il frettoloso duo Grillo-Casaleggio abbia fatto infuriare non poco molti senatori pentastellati. Sul blog ufficiale Beppegrillo.it è comparso infatti in mattinata l’annuncio a sorpresa di un’immediata votazione “vincolante” degli iscritti certificati a proposito del reato di immigrazione clandestina, la cui abrogazione – dopo l’ok della commissione Giustizia del Senato – è contenuta nel testo base del ddl sulle depenalizzazioni domani all’esame dell’aula di palazzo Madama. Come si ricorderà, la proposta era nata lo scorso ottobre da un emendamento presentato e fatto approvare dai senatori M5S Andrea Cioffi e Maurizio Buccarella: «Il reato di clandestinità – spiegavano soddisfatti – non ha risolto nulla aggravando solo i costi per la Giustizia, con meno sicurezza per le strade, senza combattere il fenomeno e lo sfruttamento legato a quest’ultimo, addirittura aggravandolo». L’episodio stava per essere festeggiato come il primo concreto risultato ottenuto in Parlamento dal Movimento pentastellato quando Beppe Grillo, pressato da molti internauti e attivisti, aveva poche ore dopo censurato l’operato dei due senatori (e quindi l’opinione prevalente all’interno del gruppo): « Il M5S – aveva dichiarato insieme al guru Casaleggio – non è nato per creare dei dottor Stranamore in Parlamento senza controllo. Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico. Sostituirsi all’opinione pubblica, alla volontà popolare è la pratica comune dei partiti che vogliono ‘educare’ i cittadini, ma non è la nostra». L’imprevista giravolta politica dell’ex comico aveva così determinato una frattura all’interno del Movimento e la decisione di oggi ha riaperto di fatto una ferita non ancora cicatrizzata: quella dell’insanabile conflitto tra eletti in continuo apprendistato istituzionale e una base magmatica di writer tanto malmostosi quanto incontentabili.

Quella pistola in mano al guru

A far discutere sono stati soprattutto il timing (si poteva votare solo dalle 10 alle 17) e il mancato preavviso della consultazione online, stabilita immediatamente a ridosso del voto in Parlamento e celebrata su Facebook dal nuovo capogruppo Maurizio Santangelo: «Per la prima volta in questo Paese dei cittadini nelle Istituzioni chiedono ad altri cittadini di diventare legislatori, di partecipare attivamente ad un processo democratico. Questo è il nostro concetto di democrazia diretta. Ora tocca a voi. Buon voto». Un augurio che diversi senatori “dissidenti” hanno subito rispedito al mittente, facendo innanzitutto notare come nel post pubblicato sul blog mancasse un testo introduttivo per chiarire l’origine (a 5 Stelle) e gli obiettivi della proposta. Amaro il commento di Fabrizio Bocchino: «Mesi di lavoro dei nostri colleghi liquidati da un mezzo paragrafetto presentato agli attivisti con una email mandata già a votazione aperta e con solo poche ore per fare una scelta. Ho sentito addirittura qualcuno dire: “Ma che ci vuole, un click dal telefonino e via…” Mi spiace, ma questa non è democrazia diretta». Tra i più furibondi Francesco Campanella: «Gestito così, il blog diventa un’arma nelle mani di qualcuno che si è convinto di poter gestire più di 150 parlamentari con strategie di organizzazione di rete aziendale. Togliamo quella pistola a Casaleggio! Il M5S è un fenomeno troppo serio per essere gestito in questo modo! È così che vogliamo gestire la vita dei nostri concittadini? A mo’ di Rischiatutto?». Analoghe e ancor più dettagliate critiche sono state rivolte dal collega Luis Alberto Orellana, che ha inoltre chiesto di conoscere finalmente i nomi dello staff della comunicazione. Sul loro operato dice di nutrire un «atroce dubbio: si tratta di totale incapacità di gestire temi legislativi importanti da parte di un gruppo anonimo di persone probabilmente assunte per altre mansioni e ora riciclate senza una adeguata preparazione a gestire questi temi così importanti? Chi sono? Sono adatti? Siamo in mano a dei dilettanti allo sbaraglio?». Probabile, dal momento che l’iniziativa ha determinato tra l’altro una significativa sconfitta politica per il duo Grillo-Casaleggio: gli iscritti al Movimento (sono riusciti a votare un terzo degli aventi diritto) si sono infatti espressi a maggioranza per l’abrogazione del reato di clandestinità, confermando così la linea seguita a suo tempo dai loro senatori. A colpi di click (15.839 contro 9.093) l’occhialuto guru del web è quindi riuscito a perdere la partita al videogame che lui stesso si era inventato. Game over?