Caso Richetti, chi è l’attrice che accusa il senatore di stalking: l’esponente di Azione si difende

Caso Richetti: la notizia delle accuse di stalking al senatore di Azione è diventata ancora di più virale così come la sua difesa.

Caso Richetti, chi è l’attrice che accusa il senatore di stalking: l’esponente di Azione si difende

Caso Richetti: nelle ultime ore è diventata virale la notizia che coinvolgerebbe un’attrice nelle accuse di stalking al senatore di Azione. Il nome della donna è uscito fuori e allo stesso tempo il senatore si è difeso in una lunga nota ufficiale.

Caso Richetti, chi è l’attrice che accusa il senatore di stalking

La donna intervistata da Fanpage in forma anonima e che accusa di molestie sessuali il senatore Matteo Richetti di Azione è, stando a quanto riporta il quotidiano Domani, sarebbe Lodovica “Mairè” Rogati, attrice e sceneggiatrice. La donna – si legge sulla sua biografia – ha esordito come attrice nel 2005 grazie alla sit-com Mediaset ‘Sottopeso’. Nel 2007 è con Massimo Boldi nella commedia ‘Matrimonio alle Bahamas.

Sul suo sito, Rogati presenta la sua associazione “Io non ci sto” in un’intervista: “In questo Paese se vai a denunciare una molestia alle Forze dell’Ordine vieni rimandata a casa. Se non hai un video o qualunque altro supporto moderno che avvalori la tua tesi ed hai solo la tua parola contro quella del carnefice, non vieni creduta. Questa è l’unica verità. E’ successo a me ed è successo al 90% delle donne che sono andate a denunciare”.

L’esponente di Azione si difende

Secondo i legali del senatore sarebbe lei è l’attrice e presidente di un’associazione contro la violenza sulle donne, che in forma anonima, ha detto a Fanpage di essere stata abusata. La donna era stata rinviata a giudizio nel 2013, per calunnia e stalking nel 2013 per aver accusato l’ex fidanzato un altro uomo di averla violentata.

“Come noto, negli ultimi giorni, la testata Fanpage.it ha avviato nei miei confronti una campagna diffamatoria senza precedenti. Mi sono convinto, dall’evoluzione dei fatti di questi giorni, e in particolare da quanto rivelato dall’accurata inchiesta della testata “Domani” non certo vicina ad Azione, che si tratti di un’operazione politica, ordita per danneggiare me come candidato, e soprattutto la lista Azione-Italia Viva-Calenda a pochi giorni dal voto”. È quanto si legge in una nota del senatore di Azione, Matteo Richetti.

“Lo confermano – aggiunge la nota di Richetti – una serie di circostanze che è opportuno ricordare:

– La giornalista autrice dell’inchiesta ha contattato Azione per la prima volta lo scorso aprile sulla base delle accuse di una persona che, a quanto ci consta, aveva inviato dossier nei miei confronti a numerose testate. ‘Sorprendentemente’, la vicenda è stata tirata fuori solo una settimana prima delle elezioni.

– Contrariamente a quanto affermato da Fanpage, l’articolo non era ‘su base anonima’ ma è stato mirato direttamente contro di me, pubblicando – seppur tagliata – una foto dalla quale ero perfettamente riconoscibile visto che era stata per lungo tempo la copertina della mia pagina FB, ed infatti il mio nome è stato riconosciuto immediatamente sia per il commento di un account fake (aperto a settembre e chiuso pochi secondi dopo) pubblicato sulla pagina Fanpage che si è ben guardata dal bloccarlo, sia dai giornalisti che hanno iniziato a telefonarmi immediatamente.

– Gli articoli di Fanpage hanno omesso qualsiasi riferimento ai procedimenti penali per stalking e diffamazione avviati da altre persone negli anni passati nei confronti della mia accusatrice, uno dei quali sfociato in una condanna a 4 anni. A specifica domanda in televisione, ieri il direttore di Fanpage ha affermato letteralmente ‘a noi non non risultano precedenti di questo tipo’. Trattandosi di informazioni facilmente reperibili (soprattutto in una ‘inchiesta’ di 5 mesi), è evidente l’intenzione di Fanpage di nascondere all’opinione pubblica elementi di valutazione essenziali per fornire una versione unilaterale e faziosa della storia.

Fanpage – prosegue il comunicato del senatore di Azione – si è rifiutata di approfondire la denuncia per stalking da me presentata nei confronti della persona in questione nonostante l’offerta del mio legale di mettere a disposizione qualsiasi informazione al riguardo. Le perquisizioni seguite alla mia denuncia sono state anzi bollate da Fanpage come ‘intimidazione’ nei confronti della denunciante; un’accusa gravissima a procura e forze dell’ordine fatta senza alcun elemento di prova; così come nessuna prova è stata fornita delle presunte molestie di un poliziotto alla denunciante.

– Nell’articolo si danno per autentici dei messaggi falsamente attribuiti a me, senza che Fanpage abbia indicato alcuna prova al riguardo. Non solo, la testata ha rifiutato di esaminare il mio telefono per verificarne l’assenza, nonostante la mia offerta in tal senso.

– L’assenza di qualsiasi verifica è stata confermata dal direttore di Fanpage che in una trasmissione televisiva ha definito i messaggi coerenti con gli ‘interrogatori svolti’, il che è evidentemente assurdo, visto che si riferiva ai colloqui con la denunciante. La verità è che Fanpage ha intenzionalmente omesso qualsiasi verifica dell’autenticità dei messaggi.

– Nell’articolo si fa riferimento ad altri fatti che coinvolgerebbero mie collaboratrici, salvo poi non fornire nessun elemento al riguardo.

– Nelle ultime ore, sono stato contattato da altre persone che hanno denunciato comportamenti analoghi da parte della mia accusatrice.

Alla luce di quanto sopra, ho dato mandato ai miei legali di agire in sede civile, penale e disciplinare nei confronti di Fanpage e di tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda sia per i danni recati a me e alla mia famiglia, che per la gravissima distorsione del processo democratico che costituisce l’evidente obiettivo del killeraggio avviato nei miei confronti pochi giorni prima del voto. Stiamo anche valutando le iniziative da intraprendere contro tutti coloro che hanno fatto dello sciacallaggio in questi giorni, rilanciando – spesso con toni diffamatori – le assurde accuse avanzate nei miei confronti”, conclude.

 

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