Catalogna, è il giorno dello scontro finale. Rajoy destituisce Puigdemont. Ma Barcellona prepara la dichiarazione di indipendenza. Ecco cosa può succedere

dalla Redazione
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Sono passate settimane dal referendum per l’autonomia della Catalogna. E ora si è arrivati al giorno dello scontro finale. Mentre il Senato a Madrid vota il via libera al commissariamento della regione ribelle, il parlamento di Barcellona potrebbe votare la dichiarazione unilaterale d’indipendenza.

I margini di trattativa per evitarlo sono ormai molti ristretti. Per tutta la giornata di ieri i mediatori – dal presidente regionale dei Paesi Baschi, Iñigo Urkullu, al segretario dei socialisti catalani, Miquel Iceta – hanno cercato un compromesso che evitasse l’ultima radicalizzazione. Il salto nel vuoto del voto sulla secessione e la destituzione forzata del governo catalano.

In mattinata, il premier spagnolo Mariano Rajoy ha chiesto ufficialmente l’autorizzazione in Senato per esautorare il presidente della Generalitat Carles Puigdemont, precisando che “è lui e solo lui” il responsabile dell’attivazione dell’articolo 155 della Costituzione. “Nessun governo democratico avrebbe potuto rimanere impassibile, come se non fosse successo nulla” di fronte alla sfida indipendentista. Una sfida che, ha aggiunto il primo ministro, “non avrà mai il sostegno dell’Europa”, in quanto “va contro i principi e i valori” fondativi la Ue.

“L’articolo 155 non è attivato contro la Catalogna ma per evitare che si abusi della Catalogna”, ha detto ancora Rajoy. “Quello della Catalogna è stato un processo continuo di decisioni antidemocratiche, contrarie alla legge e ai valori spagnoli e europei. Si sono calpestate le minoranze”, ha aggiunto il premier, precisando che il processo innescato porterebbe “all’uscita dall’Unione europea, con tutto quello che questo significherebbe”.

La risposta catalana è stata immediata. I partiti indipendentisti hanno presentato in Parlamento regionale una risoluzione che sarà votata dopo mezzogiorno nella quale si afferma: “costituiamo la Repubblica catalana come stato indipendente e sovrano di diritto democratico e sociale”. Nel frattempo, migliaia di manifestanti sono riuniti vicino al Parlament catalano. La manifestazione è stata convocata dalle organizzazioni della società civile indipendentista.