C’è l’intesa sul nuovo Decreto. In arrivo pure la zona bianca. Ecco le misure in vigore da sabato. Dodici regioni rischiano di tornare arancioni

ROBERTO SPERANZA
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Da tempo siamo abituati a vedere l’Italia tinta di giallo, arancione o rosso, ma con il prossimo decreto legge le cose potrebbero cambiare. Nelle intenzioni del governo, come riferito in parlamento dal ministro Roberto Speranza, resta la conferma del sistema di colorazione tutt’ora vigente e che ha prodotto notevoli risultati ma questo verrà integrato dall’aggiunta della zona bianca in cui le restrizioni saranno estremamente più soft anche se, è bene dirlo, al momento resta un traguardo ancora molto lontano da raggiungere per le Regioni italiane. Lo ha detto chiaro e tondo il ministro in Parlamento spiegando, infatti, che al momento “c’è un peggioramento generale della situazione epidemiologica in Italia, aumentano le terapie intensive, l’indice Rt e focolai sconosciuti. Non facciamoci fuorviare. L’epidemia è nuovamente in una fase espansiva”.

“A livello nazionale il tasso di occupazione delle terapie intensive torna ad attestarsi sopra la soglia critica del 30% e c’è un drammatico mutamento dell’indice di rischio attribuito alle Regioni: 12 regioni e province autonome sono ad alto rischio, 8 sono a rischio moderato di cui 2 in progressione a rischio alto e una sola regione è a rischio basso“. In altre parole oltre a Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto, già in zona arancione, potrebbe arrivare una stretta anche in Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Liguria, oltre alle province di Trento e Bolzano. Una situazione del tutto analoga a quella che si registra in tutta Europa dove, ricorda Speranza, “sta montando una forte tempesta, il virus continua a circolare con forza crescente anche se con i vaccini verrà piegato. Nel mondo c’è un decesso ogni 4.080 abitanti e in Ue un caso confermato ogni 27 abitanti, sono numeri terribili”.

IL NUOVO SISTEMA. Una premessa necessaria per evitare fraintendimenti o illusioni dopo di cui Speranza ha spiegato le nuove misure che sono state decise dopo aver consultato tutte le parti. “Lunedì dopo un confronto con le Regioni abbiamo avviato il lavoro del nuovo Dpcm che sostituirà quello in scadenza il prossimo 15 gennaio. Nel nuovo decreto prevediamo una conferma delle misure fondamentali già vigenti e del modello per fasce differenziate che ci ha consentito di abbassare la curva tra novembre e dicembre”. Con il decreto “è intenzione del governo confermare il divieto di spostamenti anche in zona gialla” e “ridurre gli assembramenti negli spazi antistanti i locali pubblici a rischio di aggregazione” con il divieto di asporto dopo le 18 per i bar.

Resterà valida anche “l’indicazione di poter ricevere a casa massimo due persone non conviventi come già avvenuto durante le vacanze di Natale”, ha spiegato il ministro che, però, ha anche annunciato la riapertura “dei musei nelle regioni in area gialla”. Ma la novità più attesa è l’istituzione della zona bianca che affiancherà le altre tre. Inutile farsi false illusioni perché per poter rientrare nella nuova area bisognerà avere “livelli epidemiologici molto bassi” con “incidenza sotto i 50 casi settimanali ogni 100mila abitanti, Rt sotto 1 e indice di rischio basso”. “In quest’area le limitazioni saranno relative alle regole fondamentali come indossare le mascherine. Tuttavia è difficile che quest’area possa scattare nel breve periodo ma iniziamo ad indicare un percorso di speranza per i mesi che verranno” conclude Speranza.

Per quanto riguarda la zona gialla le misure saranno rafforzate rispetto a quelle finora adottate nelle zone ritenute a rischio moderato. Gli spostamenti saranno liberi ma non si potranno superare i confini regionali se non per motivi di lavoro, salute o necessità. In quest’area resteranno aperti i negozi, ad esclusione dei centri commerciali nel weekend. Aperti fino alle 18 bar, ristoranti e pasticcerie, orario dopo il quale potranno effettuare il servizio a domicilio. Nella zona arancione gli spostamenti saranno liberi solo all’interno del Comune e resteranno aperti i negozi, tranne i centri commerciali nel weekend, mebtre chiudono bar e ristoranti che potranno effettuare solo consegne a domicilio.

La zona rossa che potrebbe scattare in Lombardia resta quella con maggiori limitazioni e per uscire da casa sarà necessaria l’autocertificazione mentre resteranno chiuse tutte le attività non essenziali ad eccezione di alimentari e farmacie. Il 15 gennaio, però, sarà anche il giorno della protesta “io apro” dei ristoratori italiani. Stremati dalla crisi, con un tam tam sulla rete, gli aderenti intendono attuare una “disobbedienza civile” ma assicurano di “non essere negazionisti” e di voler rispettare tutte le norme Covid sul distanziamento sociale previste in passato per i ristoranti.

I provvedimenti del Consiglio dei ministri.

Il Consiglio dei ministri ha deliberato ieri sera la proroga, fino al 30 aprile, dello stato d’emergenza e approvato un decreto-legge che introduce ulteriori disposizioni urgenti per il contenimento dell’epidemia. Il decreto conferma, fino al 15 febbraio, il divieto già in vigore di ogni spostamento tra Regioni o Province autonome diverse, con l’eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Inoltre, dal 16 gennaio 2021 e fino al 5 marzo 2021, sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure: è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata, tra le 5 e le 22, a un massimo di due persone ulteriori a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono.

Tale spostamento può avvenire all’interno della stessa Regione, in area gialla, e all’interno dello stesso Comune, in area arancione e in area rossa, fatto salvo quanto previsto per gli spostamenti dai Comuni fino a 5.000 abitanti; qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale, sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

E’ istituita una cosiddetta area “bianca”, nella quale si collocano le Regioni con uno scenario di “tipo 1”, un livello di rischio “basso” e una incidenza dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. In area “bianca” non si applicano le misure restrittive previste dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) per le aree gialle, arancioni e rosse ma le attività si svolgono secondo specifici protocolli. Nelle medesime aree possono comunque essere adottate, con DPCM, specifiche misure restrittive in relazione a determinate attività particolarmente rilevanti dal punto di vista epidemiologico.

In considerazione della necessità di agevolare l’attuazione del piano vaccinale per la prevenzione del contagio da COVID-19, in coerenza con le vigenti disposizioni europee e nazionali in materia di protezione dei dati personali, è istituita, una piattaforma informativa nazionale idonea ad agevolare, sulla base dei fabbisogni rilevati, le attività di distribuzione sul territorio nazionale delle dosi vaccinali, dei dispositivi e degli altri materiali di supporto alla somministrazione, e il relativo tracciamento. Inoltre, su istanza della Regione o Provincia autonoma interessata, la piattaforma nazionale esegue, in sussidiarietà, le operazioni di prenotazione delle vaccinazioni, di registrazione delle somministrazioni dei vaccini e di certificazione delle stesse, nonché le operazioni di trasmissione dei dati al Ministero della salute.

In considerazione del permanere dell’emergenza e dell’evoluzione del quadro epidemiologico, su tutto il territorio nazionale: le elezioni suppletive per i seggi della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica dichiarati vacanti entro il 28 febbraio 2021 si svolgono entro il 20 maggio 2021;
le elezioni dei Comuni i cui organi sono stati sciolti ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, già indette per le date del 22 e 23 novembre 2020, sono rinviate e si svolgono entro il 20 maggio 2021. Fino al rinnovo degli organi di cui al primo periodo è prorogata la durata della gestione della commissione straordinaria; i permessi di soggiorno in scadenza entro il 30 aprile 2021 sono prorogati alla medesima data.

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