Se il centrodestra cerca un candidato, il centrosinistra discute ancora sul modo col quale trovarlo… Se con primarie o meno (ce lo diranno in estate, ha detto il segretario metropolitano Pd, Alessandro Capelli). A oggi, in caso di primarie (di coalizione o di partito?), i nomi in campo sarebbero tutti Pd: l’attuale vicesindaca Anna Scavuzzo (cattolica, autocandidata, con pochissime chance di vittoria), il capogruppo al Pirellone, Pierfrancesco Majorino (che rappresenta l’ala più di sinistra del partito, ma che dovrebbe sconfessare molte delle scelte dell’attuale sindaco – a partire dalla vendita di San Siro – per attrarre i voti dei delusi e avere buone possibilità di vittoria) e l’assessore del Municipio 1, Lorenzo Pacini, giovane, agguerrito, molto di sinistra, che piace a quei militanti nati in questo secolo (che però non abbondano in casa Pd).
In fase di riflessione invece è l’attuale assessore al Bilancio Emmanuel Conte, delfino di Sala, erede della lista del sindaco (che però non appare una gran sicurezza in termini di voti). E infatti Conte non vorrebbe passare per le primarie, per paura di bruciarsi, non vincendole.
Gi ex di Pisapia (ma anche renziani e riformisti Pd) spingono Calabresi
Infine, c’è la componente che in questi anni ha voluto e sostenuto il sindaco uscente Sala, un mix di renziani e Riformisti Pd, affiancati anche dallo staff che lavorò al fianco del sindaco Giuliano Pisapia. Il loro candidato in pectore è il giornalista Mario Calabresi, che però non ha ancora ufficializzato la candidatura. E sicuramente l’ufficialità non arriverà prima del 25 aprile. Non per una questione di Resistenza, quanto perché in quel giorno il suo socio in affari, Paolo Ardoino, ceo multi-miliardario di Tether, il “Musk italiano” delle criptovalute, sarà l’ospite d’onore di Donald Trump a Mar-a-Lago, alla cena dove il tycoon celebrerà la valuta digitale che ha lanciato lo scorso anno.
Ardoino, infatti, il 25 marzo 2025 ha investito 10 milioni di euro nel gruppo BeWater, holding proprietaria sia di Will Media che Chora Media, diventandone il secondo azionista con una quota del 30,4% (dopo il fondatore Guido Maria Brera e davanti a Calabresi). Un socio piuttosto “ingombrante” per Calabresi: Ardoino è stato contestato il 2 aprile scorso dagli studenti all’apertura dell’anno accademico dell’università di Genova, proprio per la sua vicinanza a Trump. Inoltre, ironia della sorte, la prima uscita “pubblica” di Calabresi (possibile candidato) è stata alla manifestazione prima delle Olimpiadi contro l’arrivo in città dell’Ice…
Comprensibile quindi il silenzio dell’ex direttore di Repubblica, almeno fino alla prossima settimana, poi si vedrà. La Notizia ha chiesto a Calabresi un commento circa i suoi rapporti con Ardoino e sulle sue eventuali dimissioni da Chora Media in caso di partecipazione alle primarie. Siamo ancora in attesa di risposta.