Ceuta, Brunner bacchetta l’Italia su Schengen: “Controlli e sospensione sono extrema ratio”. Intanto i servizi spagnoli temono l’invasione bis per Ferragosto

Bruxelles bacchetta Roma per la sospensione di Schengen, blocca gli hub e spinge sugli accordi con i Paesi terzi sicuri

Ceuta, Brunner bacchetta l’Italia su Schengen: “Controlli e sospensione sono extrema ratio”. Intanto i servizi spagnoli temono l’invasione bis per Ferragosto

Bruxelles ha ascoltato, capito, ma comunque ha bacchettato il governo Meloni per la sua iniziativa unilaterale di sospendere Schengen durante i fatti di Ceuta della settimana scorsa. Il commissario europeo alle Migrazioni Magnus Brunner, chiamato ieri davanti alla commissione Libe del Parlamento europeo per la riunione straordinaria su Ceuta, ha scelto di non attaccare frontalmente l’Italia, ma, allo stesso tempo, di sottolineare “il disappunto” della Commissione.

Bruxelles: “Preservata l’integrità dell’area Schengen”

Il punto di partenza di Brunner è che “l’integrità dell’area Schengen è stata pienamente preservata“. “Nessun migrante tra quelli entrati illegalmente nell’exclave spagnola la settimana scorsa è mai arrivato in territorio spagnolo propriamente detto”, ha ricordato il commissario, “perché Ceuta resta fuori dallo spazio di libera circolazione e chi vuole passare in Spagna deve comunque superare i controlli della frontiera esterna”.

Quindi Brunner non ha usato mezzi termini per commentare la scelta italiana di sospendere Schengen con la Spagna: “L’Italia è l’unico Paese ad aver introdotto controlli alle frontiere aeree e marittime”, e per il commissario “i controlli di frontiera sono l’extrema ratio” e “devono essere proporzionati”.

Per non essere troppo tranchant, Brunner ha definito la reazione italiana comunque “comprensibile”, perché “scatenata dall’emergenza e dovuta a forti timori”: il codice Schengen prevede la possibilità di reintrodurre controlli in casi eccezionali, ha spiegato, ma gli Stati membri “condividono la responsabilità collettiva di tutelare la sicurezza dello spazio”, e la risposta alle crisi deve restare “sempre proporzionale, coordinata e basata sul campo”. Un modo elegante per dire che Roma ha esagerato.

Critiche anche alle regolarizzazioni della Spagna

Il commissario ha poi toccato un nervo scoperto per diversi governi, quello della regolarizzazione dei migranti già presenti sul territorio spagnolo. Interrogato dall’eurodeputato spagnolo dei Patrioti Jorge Buxadé – che ha definito quanto accaduto a Ceuta “un atto di guerra ibrida” e ha bollato il premier Pedro Sánchez come “un pericolo esistenziale per l’Europa” – Brunner ha preso le distanze dai toni, ma non ha negato il problema: “La regolarizzazione è una competenza degli Stati membri, lo hanno fatto anche altri in passato”, ha detto, notando che in Spagna si tratta soprattutto di cittadini latinoamericani, accomunati dalla lingua. Poi però l’ammissione: “Non è un buon segnale per il resto dell’Europa“.

Prima degli hub, gli accordi con i Paesi terzi sicuri

Guardando oltre l’emergenza contingente, Brunner ha provato a spostare il dibattito sul terreno che preme di più alla Commissione: prima ancora degli hub di rimpatrio, di cui “parlano tutti”, ha detto che bisogna lavorare sul concetto di Paese terzo sicuro e su procedure d’asilo condotte già fuori dai confini dell’Unione, dentro una cornice di “diplomazia migratoria” con i Paesi di origine e transito.

Intanto è allarme seconda ondata a Ceuta per Ferragosto

E, mentre a Bruxelles si discute di proporzionalità e competenze, da Madrid arrivano segnali che complicano ulteriormente il quadro. Secondo quanto riportato dall’emittente Cadena Ser, che cita fonti dell’intelligence, il Centro Nazionale di Intelligence spagnolo considera credibile un nuovo appello che circola sui social network e che invita a un ingresso di massa a Ceuta il prossimo 15 agosto.

Si tratterebbe di una mobilitazione simile a quella di fine luglio, ma potenzialmente più imponente per il volume di messaggi in circolazione, in gran parte basati su fake news. Gli 007 spagnoli monitorano da giorni gruppi Facebook, chat WhatsApp e profili TikTok, senza escludere che gli organizzatori possano anticipare la data per mantenere l’effetto sorpresa.