Chapeau Rafa! Nadal indiscusso Re di Francia. Il tennista spagnolo conquista per l’undicesima volta il Roland Garros

di Sofia Pucci
Sport

Sul rettangolo rosso c’è solo e sempre lui:  Rafa Nadal. Lo spagnolo non cede il trono e allarga l’impero vincendo il suo undicesimo titolo del Roland Garros, un risultato incredibile e probabilmente irripetibile. Ma quello che fa più impressione è che il suo avversario in finale, Dominic Thiem, ha disputato un grande match giocando aggressivo e tirando ogni colpo a tutto braccio e nonostante questo l’austriaco ha raccolto solo nove game. Dopo 2 ore e 42 minuti, non prima di aver annullato 4 match point, è uscito sconfitto per 64 63 62, un punteggio oltremodo severo ma inequivocabile. Ma dall’altra parte c’era un Nadal in versione deluxe, insuperabile e frustrante per tutte le palle rimandate al mittente più angolate e più veloci di come arrivavano. Un vero Re che non ha mai tremato se non per un crampo alla mano destra a inizio terzo set che comunque è stato superato nel giro di qualche minuto. Con questo successo Nadal e Federer allungano a sei la striscia di Slam vinti consecutivamente, tutti quelli del 2017 e primi due del 2018, equamente divisi. Non male per due “vecchietti” ormai dati più volte per finiti.

«Non riesco neanche a descrivere le mie sensazioni. E’ più di un sogno vincere qui undici volte, sembrava qualcosa di impossibile». Rafa Nadal commenta così il suo ennesimo trionfo a Parigi. «E’ incredibile, sono molto felice, ho giocato un’ottima partita – ha detto lo spagnolo –  e ho giocato il miglior match del torneo. Dominic è un rivale molto aggressivo e molto forte, con un grandissimo dritto, complimenti lui, ha giocato per due settimane a livello altissimo ed è un buon amico. Vincerai presto». Presto forse, ma non ora.

Per lo spagnolo, che resta anche numero uno del mondo, è la vittoria Slam numero 17 (a tre da Roger Federer), il 78° torneo in carriera e il 57° sul rosso. Il suo record sulla terra parigina è ora di 86 vittorie e appena due sconfitte, contro Soderling nel 2009 e Djokovic nel 2015, mentre nel 2016 si ritirò prima del terzo turno contro Granollers. Nelle partite tre su cinque sulla terra, Rafa ha un record (assurdo) di 111 a 2.

I francesi dicono bene, chapeau Rafa.