La notizia più inquietante di questi giorni è l’attacco alla centrale nucleare di Zaporizha. Un atto criminale. Se un missile, un drone o una bomba colpisse uno dei reattori, sarebbe una catastrofe nucleare. Ma perché nessuno lo dice?
Massimo Ventrella
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Gentile lettore, fingere di non vedere le spericolate e criminali provocazioni di Zelensky fa parte della politica europea (e all’epoca, con Biden, anche americana) iniziata il 24 febbraio 2022 e dalla quale gli euroidioti non si sono più discostati. Guai a parlar loro di pace, bisogna combattere la Russia fino all’ultimo ucraino. Tutti in Europa pensano di ricavare vantaggi economici e posizionali dalla guerra. Poche settimane fa Putin ha invitato l’Europa a tornare al dialogo diplomatico. Risultato? Non uno dei Paesi europei ha chiamato il Cremlino per parlarne. Zelensky, ovviamente, non vuole la pace: sarebbe la fine del suo potere, perché con nuove elezioni (da due anni è un presidente abusivo) sarebbe quasi certamente scalzato e forse anche perseguito penalmente, se non fuggisse all’estero. Cesserebbe anche l’arricchimento sfrenato della sua banda di amici dai cessi d’oro. Zelensky deve augurarsi che Putin viva ancora molti anni. Perché se Putin per caso cadesse in bagno e battesse la testa, chiunque lo sostituisse – Medvedev o un altro uomo della dirigenza russa – sarebbe certamente più duro di Putin. Una provocazione come il bombardamento della centrale nucleare di Zaporizha troverebbe per risposta il bombardamento di una delle tre centrali nucleari nelle mani degli ucraini, con quanto ne conseguirebbe. La guerra finirebbe in un batter d’occhio.