Europa in fiamme, nel 2025 un incendio su tre è divampato in Italia: nel nostro paese 94mila ettari di territorio in fumo

Un incendio europeo su tre è divampato in Italia: 94.456 ettari nel 2025, il 53,5% in Sicilia. E il catasto dei roghi resta vuoto.

Europa in fiamme, nel 2025 un incendio su tre è divampato in Italia: nel nostro paese 94mila ettari di territorio in fumo

Un incendio europeo su tre, nel 2025, è divampato in Italia. Nel continente i roghi censiti sono stati 4.730 per 904.900 ettari percorsi. Quelli italiani ne hanno bruciati 94.456, il 10,4% della superficie europea andata in fumo. Il conto è di Openpolis, sui dati Effis-Miir per la rete Edjnet, uscito martedì. Il 99,2% degli incendi italiani è rimasto sotto i mille ettari, fuochi piccoli e ripetuti, e la Coldiretti stima fino al 60% la quota di origine dolosa.

In Italia un incendio Ue su tre

La mappa è precisa: il 53,5% della superficie percorsa dal fuoco in Italia nel 2025 ricadeva in Sicilia, con Agrigento a 18.610 ettari e Caltanissetta a 11.392. Il 39,3% dell’area bruciata, 37.082 ettari, era terreno agricolo, e il 28% stava dentro un sito Natura2000. Sull’intero decennio 2015-2025 l’Italia guida la classifica continentale con oltre 259mila ettari, un primato che qui nessuno rivendica e nessuno discute.

A Parigi è una legge, qui una raccomandazione

La Francia ha risposto con un testo di legge. La loi 2023-580 del 10 luglio 2023, otto titoli e 69 articoli, impone una strategia nazionale e irrigidisce gli obblighi di decespugliamento attorno alle case. Dal 2025 chi vende o affitta un immobile in zona esposta deve informarne acquirenti e inquilini. E il 7 febbraio 2024 l’Assemblée nationale ha aperto una missione parlamentare di controllo sull’attuazione.

Laggiù il sistema arranca lo stesso: il decreto di annullamento del 21 febbraio 2024 ha tolto 52,8 milioni alla sicurezza civile e ha fatto saltare l’ordine di due Canadair. Il Sénat, sul bilancio 2026, iscrive 994,9 milioni di impegni e 209 milioni per due velivoli attesi verso il 2033. Solo che quel fallimento ha un numero di pagina, un relatore e un voto. In Spagna il 23 luglio il ministero dell’Interno ha dichiarato l’emergenza di interesse nazionale per Madrid e la provincia di Ávila, e il patto di Stato sul clima proposto da Pedro Sánchez a settembre 2025 resta il terreno dello scontro con il Partito popolare. Materia parlamentare, insomma.

Il catasto che nessuno aggiorna

Lo strumento italiano esiste dal 2000. L’articolo 10 della legge 353 obbliga ogni Comune a censire le aree percorse dal fuoco e a inchiodarle per quindici anni alla destinazione precedente, dieci senza edificabilità. Il decreto legge 120/2021, convertito nella legge 155 dell’8 novembre 2021, ha ampliato le sanzioni per gli enti inadempienti. E ha consegnato alle Regioni il potere sostitutivo, fino al commissario ad acta: è la sola norma che toglie profitto a chi appicca.

Poi c’è l’applicazione. Il Piano regionale antincendi 2026 della Calabria, approvato il 22 aprile con delibera 185, lo scrive proprio lì, a pagina 117: “Ad oggi, solo 67 comuni suddivisi nelle 5 province possiede un catasto incendi aggiornato”. I comuni calabresi sono 404. Nella nota che presentava il piano l’assessore regionale all’Agricoltura garantiva che “gli incendi si combattono prima che inizino”. Tre mesi dopo il versante calabrese del Pollino ha perso circa 900 ettari, seicento nel solo comune di Morano Calabro.

Lo Stato, intanto, ha scelto il codice penale: l’articolo 423-bis punisce l’incendio boschivo doloso con la reclusione da sei a dieci anni, minimo alzato da quattro nel 2023. Sulla prevenzione, l’8 giugno il ministero per la Protezione civile ha diffuso alle Regioni un documento di raccomandazioni. Campagna dal 15 giugno al 15 ottobre, flotta di Stato a 15 Canadair e 4 elicotteri nel periodo di massima attenzione, fra il 1° luglio e il 5 settembre. Raccomandazioni, appunto.

Il calendario, del resto, ha smesso di reggere. Legambiente ha contato 469 roghi e 9.545 ettari fra il 1° gennaio e il 15 giugno 2026, il 36,3% in più dell’anno prima, prima ancora che la campagna aprisse. Sabato due Canadair italiani sono decollati da Ciampino verso la Spagna, dove il fuoco è ormai una voce di bilancio. È l’unica esportazione che ci riesce bene.