I Cinque Stelle voltano pagina. Divorzio definitivo da Rousseau. La svolta dopo l’ultimatum lanciato da Casaleggio. Conti autonomi, nuova piattaforma e una sede a Roma

Rousseau M5S
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Casaleggio ha tirato troppo la corda e alla fine la corda si è rotta. Il M5s da ieri ha voltato pagina: addio a Rousseau, nuovo sistema delle rendicontazioni e pure una sede a Roma. Le novità sono state annunciate dal reggente Vito Crimi in un’infuocata assemblea con i deputati pentastellati. C’è qualche mal di pancia, qualcuno che mostra ansie per l’ennesimo cambiamento, ma la strada ormai è segnata e sembra dar vita a un soggetto politico più maturo, di lotta quando serve ma anche strutturato per tener fede a impegni di governo.

SI VOLTA PAGINA. Parlando all’assemblea dei deputati, Crimi ha affermato che è stato deciso di modificare e semplificare il meccanismo di rendicontazione e restituzione. “L’obiettivo – ha detto – è consentire al Movimento di diventare un soggetto autonomo dal punto di vista organizzativo, in modo che possa direttamente interfacciarsi con i soggetti fornitori di servizi”.

Due settimane fa è stato aperto un conto corrente bancario a nome del M5S e lo stesso potrà così sostenere direttamente le spese per la piattaforma tecnologica, per la formazione, potrà dotarsi di uno strumento di comunicazione proprio, di una segreteria organizzativa che si occupi di gestire tanto gli iscritti quanto le relazioni con i comuni, le comunicazioni interne, e coordinare la formazione delle liste per le amministrative”.

Addio insomma a Rousseau e a Davide Casaleggio, figlio del cofondatore, che dovrà rinunciare alle entrate derivanti dai versamenti dei parlamentari 5S. Il Movimento sta inoltre cercando una sede fisica a Roma. Al centro del nuovo corso c’è però il cambiamento appunto nella piattaforma tecnologica, da gestire “in totale autonomia”, come molti 5S, ancor prima della prova di forza di Casaleggio, chiedevano.

Ogni eletto d’ora in poi verserà 1.500 per la restituzione alla collettività e 1.000 euro per il Movimento, “per l’organizzazione, la piattaforma, la tutela legale e tutto quello che serve per far funzionare al meglio il M5S”. Il reggente si è tolto anche qualche sassolino dalla scarpa.

“L’Associazione Rousseau – ha specificato – ha fatto delle attività, ha preso delle iniziative, relative anche alla piattaforma, in totale autonomia e senza coordinamento con il Movimento, come l’introduzione del sistema dei “mi fido” che ha fatto storcere il naso a tanti”. “Per poter avviare questa nuova macchina – ha aggiunto – serve un forte impulso di avvio e anche risorse economiche iniziali di avvio importanti”.

E le somme che reclama Rousseau? Sembra che i 5S con Casaleggio siano destinati a finire alle carte bollate (leggi l’ultimo post dell’associazione sul Blog delle Stelle). “Stiamo procedendo con tutte le interlocuzioni necessarie – ha precisato sempre Crimi – anche tramite i nostri legali, per definire le contestazioni di presunte inadempienze da parte del Movimento, inadempienze che ad avviso dei nostri legali non ci sono”.

I DUBBI. Qualche malumore c’è. “Ci chiedete di dare soldi al partito ma vogliamo sapere qual è il progetto del partito”, ha affermato la deputata Federica Dieni. “Non si possono fare errori del passato”, ha aggiunto Stefano Buffagni. “Io voglio che sia Giuseppe Conte a dirmi tutte queste cose, a ragionare con noi. Non verso, se non vedo il progetto di Conte”, gli ha fatto eco Filippo Gallinella. “Sul conto delle restituzioni ci sono 7,4 milioni di euro che non possiamo destinare ai progetti benefici perché Rousseau impedisce il voto sulla piattaforma”, ha invece dichiarato Davide Crippa. Il nuovo M5S è però ormai nato e indietro non si torna.

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di Gaetano Pedullà

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