Cipolle rosse della Calabria, porchetta di Campli & C. Al Senato è tempo di sagre. Marchio di qualità a 28 manifestazioni. E il questore De Poli propone di sburocratizzare le Pro Loco

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Al Senato è l’ora delle sagre. Dalla cipolla rossa di Calabria alla sagra della cotoletta di Mirabello, nel ferrarese, da quella della porchetta italica di Campli, in provincia di Teramo, al mandorlato di Cologna veneta, nel veronese, ieri a Palazzo Madama sono state premiate con il marchio “sagra di qualità” 28 manifestazioni che si svolgono in 13 regioni italiane, tutte organizzate dalle Pro Loco. “Vogliamo far conoscere all’Italia quello che rappresentano le Pro loco e le manifestazioni che fanno sul territorio, con i loro prodotti enogastronomici, oltre che un’occasione per far conoscere il mondo del volontariato e dell’associazionismo che è dietro le Pro loco”, ha dichiarato il senatore questore Antonio De Poli (nella foto), passato dalla Dc al Ccd, dall’Udc a Forza Italia, dalla giunta veneta di Giancarlo Galan a firmatario del referendum sul taglio dei parlamentari.

E per l’occasione il centrista De Poli ha anche presentato una proposta di legge per il riconoscimento delle Pro loco a livello normativo. “La normativa attuale – ha detto – prevede che ci siano le stesse regole sia per la piccola sagra che per il grande concerto con migliaia e migliaia di partecipanti. Con questo ddl, di cui sono primo firmatario, noi intendiamo ridurre la burocrazia, pur mantenendo tutti i fattori legati alla sicurezza”. Una proposta a cui hanno aderito tutte le forze politiche. Tutti uniti nel segno della sagra. Tra manicaretti e bicchierate gli eventi del genere che si organizzano ogni anno in Italia sono circa 32mila. Abbastanza per un consenso bipartisan.