Colpo mortale alla Borsa. Rischio sfratto da Piazza Affari. Da ieri Euronext ha fatto sparire il suo logo. L’azionista Cdp sempre più marginale

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La Borsa italiana potrebbe lasciare la storica sede di Piazza Affari, e nei fatti, il nostro Paese. Per il momento si tratta di rumors, ma la minore presa dell’Italia sulla piattaforma da cui passano ogni giorno le contrattazioni miliardarie sui titoli delle nostre imprese è ormai ben visibile in alcuni indizi, come il logo di Borsa Italiana sparito giusto ieri dalle comunicazioni istituzionali del gruppo Euronext.

Il logo di Borsa Italiana sparito dalle comunicazioni istituzionali del gruppo Euronext

In ogni caso il ruolo della piazza finanziaria milanese è già ridimensionato per la decisione di diverse società storiche di lasciare la Borsa (e altre come Atlantia si apprestano a seguire), mentre ci si avvierebbe alla chiusura dell’ATFound, il mercato dei fondi quotati. Un disastro che negli anni dei governi Conte si era impedito con un’operazione a difesa del sistema Paese, grazie all’ingresso della Cassa Depositi e Prestiti nel capitale della francese Euronext.

Con l’arrivo dell’attuale manager della Cdp, Dario Scannapieco, imposto direttamente dal premier Draghi, la Cassa però non sta riuscendo a contare nella sua partecipata, o forse semplicemente non vuole contare. Fatto sta l’eventuale addio della Borsa da Piazza degli Affari sarebbe l’ennesimo indiscutibile segnale di decadenza del nostro sistema finanziario.

Su questo ieri ha lanciato un allarme il deputato M5S della commissione Finanze, Davide Zanichelli. Un passo dopo l’altro – ha detto il parlamentare – diventano concreti i rischi visti in passato, quando si era impegnato con una mozione l’allora ministro Gualtieri a salvaguardare l’autonomia della nostra piazza finanziaria e l’investimento pubblico da 500 milioni di Cdp. Un impegno di cui il successore Franco non sta tenendo conto.