Community, l’altra Italia che pensa positivo. Viaggio tra gli sconosciuti che si sono reinventati imprenditori e ce l’hanno fatta

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Fare servizio pubblico significa intercettare le esigenze degli utenti e soddisfarle con efficacia. La Rai non sempre ci riesce. Spesso i suoi telespettatori restano perplessi davanti a scelte editoriali in cui non si riconoscono. Altre volte, però, ci sa sorprendere.

PIACEVOLE SORPRESA
La domenica mattina, ad esempio, Raitre regala un programma, che profuma di vita vera e soddisfa il palato degli italiani coraggiosi. Community – L’altra Italia, condotto da Benedetta Rinaldi, è un gioiellino televisivo fatto di racconti interessanti e di fiducia. Vengono selezionate le storie di alcuni italiani, che hanno tentato di fare fortuna all’estero e ci sono riusciti. I proverbiali “cervelli in fuga” diventano i protagonisti assoluti di una sceneggiatura scritta negli anni dalle loro scelte radicali e dalla loro determinazione.
C’è il 30enne calabrese, che decide di volare verso l’Australia per reinventarsi imprenditore. C’è la famiglia del Nord Italia, che fa le valigie nel Belpaese per poi spacchettarle a tempo indeterminato su terra americana. Il linguaggio usato è quello del reportage, che cattura il telespettatore e lo trascina con garbo nella vita del connazionale di turno. I toni sono entusiastici, ma con un retrogusto realista che rende tutto poco romanzato. Il filo conduttore è un ottimismo di fondo, che viaggia sotto traccia e si manifesta con moderazione.

SOLUZIONE MIRACOLOSA
In quello stato catatonico in cui si resta intrappolati fra il sabato notte e la domenica a pranzo, Community – L’altra Italia si rivela una soluzione miracolosa per svegliarsi con l’animo leggero e il ghigno soddisfatto da “Anch’io sono italiano e sono fiero di voi”.

ORGOGLIO NAZIONALE
Perché è così. In una società in cui ormai si compete su tutto, pure per i likes su Instagram, è rassicurante potersi ritrovare in una terra di mezzo in cui riscoprirsi generosi di ad maiora verso gli altri. Farsi una tazza di caffè e godersi questo viaggio televisivo fra le vite di sconosciuti, che alla fine di ogni puntata vorremo conoscere anche solo per stringergli la mano. Perché il coraggio di voltare pagina è roba per spiriti audaci. E quando lo si incrocia, va celebrato con entusiasmo e desiderio di condivisione.