Via alle comunità energetiche. Ecco la vera transizione ecologica. Parla il capogruppo M5S in Lombardia, De Rosa: “Incentivare le rinnovabili riducendo le emissioni”

Lega M5S Lombardia De Rosa
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Una vera e propria “rivoluzione”. Non usa mezzi termini Massimo De Rosa, capogruppo M5S in Regione Lombardia, per definire le cosiddette comunità energetiche: “Mettono al centro la promozione e l’autoconsumo di energia prodotta da fonti rinnovabili. Aggregano per la prima volta imprese, cittadini e pubbliche istituzioni che, all’interno di un meccanismo incentivante, possono unirsi al fine di produrre e consumare energia”. Ed è proprio per questa ragione che i 5 Stelle, nel segno della “transizione ecologica”, hanno presentato una proposta di legge in Consiglio regionale.

Tutto nasce dall’impegno a livello nazionale del Movimento…
“Esattamente. Le comunità energetiche possono oggi nascere grazie al lavoro M5S prima in Europa e poi in Parlamento dove con l’apporto del senatore Girotto sono state istituite con un decreto del 16 settembre 2020”.

Cosa prevede la legge depositata in Regione?
“La nostra proposta ha come scopo la promozione delle comunità energetiche a livello regionale. L’obiettivo è quello di creare un’interfaccia regionale attraverso la quale facilitare, per chi è intenzionato, la costituzione delle comunità e far conoscere questa opportunità fra chi invece ne è all’oscuro”.

Quali potrebbero essere i vantaggi?
“Molteplici. Innanzitutto la riduzione dei consumi alimentati da fonti fossili in favore di una produzione di energia da fonti rinnovabili, con ciò che ne consegue in termini di contrasto alle emissioni e di conseguenza di lotta al cambiamento climatico. C’è poi il ritorno economico. Vengono riconosciuti alla comunità energetica cento euro a megawatt ora consumato. Tradotto significa un risparmio di circa il 25% dei costi energetici in bolletta. Inoltre si stima che il costo degli impianti si recupera nei primi cinque-sei anni a fronte di un incentivo erogato per vent’anni”.

Potrebbe rivelarsi un vantaggio per tutti, dunque.
“La dinamica è vantaggiosa per tutti, il ritorno, in termini di vantaggi indiretti su emissioni, inquinamento, salute pubblica e tutela dell’ambiente, ripaga ampiamente l’incentivo statale. Le comunità energetiche sono anche un mezzo attraverso il quale combattere attivamente la povertà energetica”.

Finora ha riscontrato appoggio tra i gruppi regionali?
“C’è convergenza. Oltre la nostra proposta ce n’è un’altra in discussione e saranno abbinate. Il grande appoggio lo stiamo registrando però nel Paese reale. Industria, finanza, associazioni di categoria e cittadini hanno già realizzato le potenzialità di questo strumento. Le aziende si sono rese conto di quanto sia utile abbassare i costi dell’energia, attraverso un investimento che si ripaga da solo. Le Camere di commercio organizzano webinar sull’argomento. Per noi è motivo di orgoglio, perché si tratta del DNA del Movimento: promuovere l’azione del singolo, incentivata dallo Stato, per impattare positivamente sulla tutelando ambiente e salute”.

Ci sono esperimenti simili nel resto d’Italia?
“Regione Puglia ha già legiferato in questa direzione, sempre su iniziativa del Movimento 5 Stelle e anche la Regione Piemonte ha già mosso dei passi in questa direzione. Il riscontro più importante sarà vedere le prime comunità energetiche nascere sul territorio. Prima era un sogno, poi è stato un punto del programma del M5S, ora è realtà. Per il futuro resterà sicuramente uno fra i temi cardine della nostra proposta politica sia per il Paese che per la Lombardia”.