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Con la Meloni torna il partito Rai-Mediaset

Su Rai e Mediaset accuse continue al M5S da ogni canale. Ma sui flop della Manovra del governo Meloni tutto tace.

Pubblicato il 20 Dicembre 2022 - Aggiornato il 20 Dicembre 2022 alle 16:12 di Antonio Acerbis
di Antonio Acerbis
Con la Meloni torna il partito Rai-Mediaset

Da una parte Mediaset, televisione privata. Dall’altra Rai, servizio pubblico. Dovrebbe passare tra le due una differenza enorme. Peccato però che il condizionale sia assolutamente d’obbligo. Già, perché da quando è arrivata a Palazzo Chigi Giorgia Meloni diventa sempre più complicato trovare una differenza tra i vari programmi televisivi di approfondimento.

Su Rai e Mediaset accuse continue al M5S da ogni canale. Ma sui flop della Manovra del governo Meloni tutto tace

Salvo qualche eccezione lo schema è grossomodo sempre lo stesso: attacco sfrenato al Reddito di cittadinanza (manco fosse al governo il Movimento cinque stelle) e difesa a spada tratta (velata ovviamente) dell’operato del governo. E dunque nessun approfondimento sui tanti dietrofront o sui tanti controsensi della Manovra targata Meloni-Giorgetti.

Un esempio? Tutta la polemica sul Pos sembra quasi che non abbia per nulla interessato i vari programmi. Da Rai1 fino a Italia1. Nulla di nulla. Cosa ben diversa, invece, rispetto a quanto accaduto col Reddito di cittadinanza: si sprecano le trasmissioni in cui il solito percettore furbetto o con nessuna voglia di lavorare difende quello che, così presentato, sembra a tutti gli effetti un privilegio (anche se è chiaro, dati Inps alla mano, che non lo è).

Il punto, però, è che quello a cui stiamo assistendo rischia di essere soltanto un assaggio, un antipasto di quanto ancora deve concretizzarsi. Se infatti Mediaset, in quanto rete privata, obbedisce al suo padrone che nella circostanza è anche uno dei principali azionisti di maggioranza, con la Rai, oggi guidata da Carlo Fuortes, le nomine ancora devono essere fatte. E quando la destra potrà calare i suoi assi, la musica – questo è perlomeno il dubbio di tanti – potrebbe cambiare in maniera ancora più radicale.

A questo punto, però, la curiosità è tanta, anche perché cominciano da settimane a circolare insistentemente alcuni nomi che sarebbero pronti per occupare un ruolo di direzione. Se infatti sulla governance bisognerà aspettare – salvo imprevisti, dato che il Cda scade nel 2024 – non è così per le direzioni, come detto. All’orizzonte c’è la nomina al Tg2, dopo il passaggio di Gennaro Sangiuliano al ministero della Cultura e l’interim a Carlo Pielici.

Il nome appena ufficializzato è quello del vicedirettore del Tg1, Nicola Rao. Se il valzer delle nomine dovesse essere più ampio, potrebbe rientrare in gioco la poltrona del Tg1, anche se al momento Monica Maggioni appare salda al timone nonostante alcune importanti defaillances che la metterebbero a rischio. Ma non è questa la poltrona più ambita per la politica.

I veri “asset” interni alla Rai (e su cui Fratelli d’Italia avrebbe messo gli occhi) sono le direzioni Approfondimento (oggi diretta da Antonio Di Bella) e Prima serata (oggi guidata da Stefano Coletta). Le grandi novità, a sentire i ben informati, arriverebbero in primavera. Se è vero che il Cda Rai scade come detto nel 2024, Fratelli d’Italia non ha intenzione di attendere così tanto per mettere le proprie pedine. Innanzitutto non è detto che Rao non possa passare presto al Tg1.

E poi ci sono ambiziose possibilità anche per Paolo Corsini che potrebbe aspirare alla guida di Rainews, mentre Paolo Petrecca potrebbe coordinare i giornali radio, infine Angelo Mellone virare su qualche direzione di genere di primaria importanza come Approfondimento o Prime time. Sull’approfondimento, però, non è detto che ancora lo stesso Corsini (oggi vicedirettore di questa sezione) non possa ambire. Insomma, i nomi che girano sono tanti. Certo è che, accanto alle testate, riuscire ad avere anche la gestione di una direzione così importante e delicata non sarebbe cosa da poco. Così come non sarebbe cosa da poco la gestione del Prime time. Si sta ancora ragionando sui nomi.

Ma quel che è certo è che parliamo della direzione che gestisce la mole più importanti di fondi pubblici. Ecco spiegato il motivo per cui tale direzione è fortemente ambita. Non solo da Fratelli d’Italia ma anche da Lega e Forza Italia. Il risultato potrebbe non cambiare: informazione a reti unificate tra Rai e Mediaset.

Leggi anche: C’è la Meloni a “Porta a Porta”. E Vespa cancella Amadeus. Domani sera lo speciale su Rai Uno con la premier. L’intervista prenderà il posto dei “Soliti ignoti”

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