Conte nella tana della Lega. Per recuperare i voti degli scontenti

Il motivo per cui Giuseppe Conte ha deciso di partire per la sua campagna elettorale dal Veneto risponde a una precisa strategia politica.

Giuseppe Conte ricomincia dal Veneto. Al di là della casualità su cui tanti ieri hanno ricamato del fatto che in Regione c’era anche Enrico Letta, il motivo per cui il leader del Movimento cinque stelle ha deciso di partire per la sua campagna elettorale proprio da qui risponde a una precisa strategia politica.

Conte nella tana della Lega. Per recuperare i voti degli scontenti

Il motivo per cui Giuseppe Conte ha deciso di partire per la sua campagna elettorale dal Veneto risponde a una precisa strategia politica

Tanto si insiste – e giustamente – sul Reddito di cittadinanza, ma le analisi e i report in mano al Movimento testimonierebbero che il tema del welfare che ha molta presa al Sud, attecchisce poco al Nord. “Anzi – spiega una fonte interna ai pentastellati – nel corso degli anni abbiamo perso voti al Nord proprio perché ci rimproverano di aver parlato solo di Reddito di cittadinanza, e poco di politiche attive del lavoro o di politiche a favore degli imprenditori”.

Un errore di comunicazione politica forse compreso troppo tardi. Ed è proprio per dare un segnale chiaro in questo senso che Conte ha deciso di partire dalla Regione potenzialmente più lontana dal Movimento cinque stelle: il Veneto di Luca Zaia.

C’è da dire, peraltro, che anche all’indomani della sua nomina a presidente, l’ex presidente del Consiglio aveva subito chiarito come il suo intento numero uno fosse quello di cementare la base degli attivisti partendo proprio dal Nord. Che dunque Conte fosse consapevole di uno scollamento e di una disaffezione nel Movimento e nelle Regioni settentrionali, è cosa nota. Ma con l’imminenza delle elezioni politiche, la posta in palio è aumentata siccome ci sono da riconquistare anche gli elettori.

Insistere meno sul Reddito di cittadinanza e andare spediti sulle politiche relative alla transizione ecologica

Ed ecco allora il cambio di passo: insistere meno sul Reddito di cittadinanza e andare invece spediti sulle politiche, care al Movimento cinque stelle, relative alla transizione ecologica. L’ha detto chiaramente d’altronde lo stesso Conte rispondendo a una domanda rivoltagli dall’Ansa: “Ho deciso di partire dal Veneto perché qui ci sono grandi esempi di transizione ecologica, occupazione e crescita, a partire dal Superbonus 110% voluto dal M5s, che il Governo sta bloccando”.

Accanto a una ragione interna al Movimento, ce n’è però un’altra esterna e propriamente politica. E che, forse, accomuna Conte con Letta: approfittare del disorientamento dei moderato-leghisti dopo lo stop al governo Draghi per rimettere fuori la testa in Veneto. Dove Pd e 5Stelle da anni, non toccano palla, schiacciati tra la forza di Luca Zaia e la crescita del partito di Giorgia Meloni.

Insomma, potrebbe non essere solo una coincidenza che i due rivali del centrodestra stanno battendo la regione in un tour elettorale che, da punti di partenza diversi, sa di scommessa: intercettare voti in uscita dalla Lega di Salvini, e portare a casa seggi in una terra dove la Lega – però quella di Zaia, che non avrebbe voluto la fine del governo Draghi – vince con percentuali del 70%, e il centrodestra punta a fare cappotto.

In ambienti del Pd si dice che sarebbe un successo riuscire a fare qui 7-8 parlamentari. Ancora più dura per i 5Stelle, che in Veneto dopo i fasti dell’esordio – vi elessero i primi sindaci – sono scomparsi dai radar. Alle amministrative di maggio il partito di Conte aveva presentato solo 2 liste su 86 sfide comunali. Leader separati dalla fine del Governo Draghi, Letta e Conte in Veneto non si sono comunque sfiorati geograficamente.

Ma l’obiettivo di Conte è non fermarsi di fronte ad accostamenti e coincidenze, e andare dritto per la sua strada. Oggi non a caso il leader pentastellato sarà nelle Marche (a San Benedetto del Tronto). Da qui la Meloni ha avviato il suo tour elettorale. Altra coincidenza che non è coincidenza in casa Cinque Stelle.

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