La sfida a distanza non è finita. Giuseppe Conte ancora contro Giorgia Meloni. Prima le accuse mosse dal presidente dei 5 Stelle alla leader di Fratelli d’Italia durante l’audizione in commissione Covid, poi la risposta su Facebook di Meloni e ora una nuova risposta di Conte proprio sotto il post della presidente del Consiglio.
“Sono passate ore…ma 5 minuti ancora non li ha trovati”, scrive ironicamente su Facebook Conte rilanciando la risposta di ieri sera al post di Meloni. Parole con le quali Conte invitava Meloni a rispondere agli italiani su questioni come le chat di Delmastro o l’inchiesta a Santanchè.
La risposta di Conte a Meloni: la sfida su Delmastro e Santanchè
Conte ha ripubblicato questa mattina la risposta inviata sotto il post di Meloni, sottolineando come la presidente del Consiglio non abbia ancora risposto. “Cara Giorgia Meloni – scriveva ieri sera Conte – io ci sono sempre stato e sempre ci sarà in ogni sede e occasione in cui si possano dare delle risposte al Paese. C’ero anche oggi in commissione Covid”.
Da qui parte la sfida alla presidente del Consiglio: “Dicci invece in quale cassaforte sono finite le chat del tuo amico Delmastro con un prestanome di un clan mafioso. Dicci dove sono finite le Regioni di centrodestra che avete scudato dalle domande sulla gestione Covid. Dicci quando Santanchè andrà in tribunale senza protezioni e scudi sull’inchiesta per truffa Covid. Potrei continuare. Io oggi sono stato per ore a rendere conto e a rispondere. Tu li hai 5 minuti per rispondere all’Italia? A noi piace la verità, a voi evidentemente fa male”.
Ieri Meloni, dopo l’audizione di Conte, aveva scritto che ciò che “interessa soprattutto gli italiani” è “conoscere tutta la verità su ciò che è accaduto durante la pandemia, fare piena luce sulle decisioni assunte, sulla gestione dell’emergenza, sull’utilizzo delle ingenti risorse pubbliche impiegate e accertare eventuali responsabilità, ovunque esse siano”. Per Meloni, “la verità sulla pandemia non è un attacco politico. È un diritto degli italiani”.
Il campo largo unito a difesa di Conte
Sull’audizione di Conte è tornato questa mattina anche il campo largo, compatto nella difesa dell’ex presidente del Consiglio. Una nota congiunta di Ylenia Zambito, Alfonso Colucci, Filiberto Zaratti e Annamaria Furlan, capigruppo nella Commissione d’inchiesta sul Covid di Pd, M5S, Avs e Iv, hanno sottolineato come l’audizione di Conte rappresenti “una boccata d’ossigeno per un’istituzione della Repubblica che era stata drammaticamente delegittimata da una maggioranza – con Fratelli d’Italia in testa – che ha preferito usarla per la sua propaganda politica”.
I parlamentari del campo largo continuano: “Conte, che all’epoca della pandemia era alla guida del Paese, ha scelto di metterci la faccia, di ristabilire la verità della lotta al Covid, ha restituito dignità al ruolo della politica intesa come servizio alla collettività. Nessuna bagarre politica, ma risposte di ampio respiro e di alto profilo istituzionale. Dopo anni di menzogne e di accuse tanto ridicole quanto gravi da parte di una maggioranza che sembra aver dimenticato il dramma che il nostro Paese ha attraversato, sono bastate poche ore per riportare al centro del dibattito un quadro trasparente e dettagliato, spazzando via teorie strampalate e fake news. Ora, è il caso che la destra si arrenda di fronte al fallimento della sua crociata, soprattutto perché finisce di fare male al Paese, alle sue istituzioni, alla memoria delle vittime del Covid e a tutti coloro che si sono sacrificati durante la pandemia”.