Continua l’avanzata dell’Isis. Rapiti cento cristiani in Siria. In un agguato i jihadisti bruciano anche una chiesa

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L’Isis continua la sua avanzata. Questa volta i jihadisti hanno travolto alcuni villaggi della provincia nord-orientale di Hasaka bruciando una chiesa cattolica di Tel Harmez, una delle più antiche della Siria. Manca un bilancio ufficiale dei morti, ma le vittime sarebbero diverse decine, mentre i prigionieri – tra cui donne e bambini – centinaia. Cristiani caldei che l’Isis vorrebbe usare come pedina di scambio per liberare i propri miliziani catturati dai peshmerga curdi.

GLI OSTAGGI
Gli uomini fatti prigionieri nel villaggio di Tell Tamer sarebbero stati condotti sulle vicine montagne di di Abd al-Aziz, mentre le donne e i più piccoli sarebbero rimasti a Tell Tamer sotto la custodia degli estremisti. L’obiettivo dell’Isis è quello di aprirsi un varco per giungere al confine con la Turchia, facilitando così il passaggio di armi e uomini. Ma oltre alla Turchia, la furia dello Stato Islamico mira al Libano. Abu Bakr al Baghdadi, il Califfo, punta infatti ad estendere i confini del suo Califfato fino al Libano. Qui il terrore potrebbe arrivare presto: si pensa che i terroristi stiano pianificando anche attentati suicida nella capitale Beirut. Intanto l’allerta terrorismo prosegue in tutta Europa. Ieri in Spagna è stata smantellata una rete che reclutava “foreign fighters” per l’Isis, nel corso di un’operazione della guardia civile che ha portato all’arresto di quattro persone a Melilla, a Barcellona e a Girona. I presunti terroristi fermati a Melilla avrebbero creato diverse piattaforme internet per diffondere la propaganda jihadista. In rete avevano già oltre mille seguaci, soprattutto donne. Durante alcuni incontri, i reclutatori mostravano i video più recenti dell’Isis per indottrinare i nuovi seguaci, alcuni dei quali avevano già cominciato i preparativi per partire per l’Iraq o la Siria per le zone controllate dallo Stato islamico. I due arrestati in Catalogna, invece, avevano legami con gruppi in America Latina e comunicavano con i due di Melilla tramite Facebook.

I PRECEDENTI
Entrambi avevano l’obiettivo di individuare altri combattenti: l’operazione spagnola fa seguito a quelle dei mesi scorsi a Ceuta e in città come Almeria, Murcia e Barcellona. Come se non bastasse, i jihadisti stanno aprendo scuole per bambini in lingua inglese nelle zone sotto il loro controllo in Siria e in Iraq. Gli istituti sono frequentati dai figli dei combattenti stranieri che iniziano ad essere sempre più numerosi nel territorio del “Califfato”. Al momento sono due e ospitano bambini dai 6 ai 14 anni.

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di Gaetano Pedullà

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