Contro il Covid la Lega canta la Canzone del Piave. Per il Carroccio è un patrimonio storico e va insegnata agli studenti

di Clemente Pistilli
Politica

Un po’ di sano patriottismo, con un bel clima da adunata degli alpini, e si può affrontare anche l’emergenza Covid. Per mesi non è arrivata una proposta solida da parte della Lega per far fronte alla crisi sanitaria ed economica in cui è finito il Paese, ma con un disegno di legge firmato dal senatore Gianpaolo Vallardi (nella foto), subito sottoscritto da 59 colleghi, alla fine il Carroccio ha tirato fuori il coniglio dal cilindro. Gli uomini del Capitano non hanno dubbi: “Questi mesi difficili ci hanno fatto sentire più che mai un unico popolo e ci hanno fatto avvertire la necessità di rafforzare il più possibile il valore della memoria”.

Tutti uniti da Leuca a Cantù. E per resistere meglio al virus che avanza ecco la richiesta di riconoscere la “Canzone del Piave” come patrimonio storico e artistico della Nazione, facendola eseguire, dopo l’Inno di Mameli, in occasione delle cerimonie ufficiali per le ricorrenze del 25 aprile, della festa dell’Arma di fanteria, del 2 giugno e del 4 novembre. Dalle trincee della Grande Guerra a quelle che sempre a livello mondiale i Governi stanno scavando per resistere al coronavirus il passo è breve.

E visto che le scuole restano aperte obbligo alle scuole italiane di ogni ordine e grado di insegnare il testo della canzone patriottica agli studenti, in modo che imparino le ragioni storiche e ideali che hanno condotto alla sua creazione. Servono musiche e parole percepite come “simboli di capacità di sacrificio, resistenza e straordinario coraggio” Il Piave mormorò non passa la pandemia.