Controlli e scadenze fiscali. Poche possibilità per un altro rinvio. Iva, tasse di registro, ritenute e contributi. Per ora tutte confermate le scadenze di maggio

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Nessun ripensamento o scappatoie dell’ultimo minuto per le scadenze fiscali di maggio annunciate tre giorni fa dall’Agenzia delle Entrate. Il perdurare della pandemia aveva fatto sperare in ulteriori slittamenti, ma al momento tutti i pagamenti sono confermati. Anche se resta la speranza di un nuovo rinvio in zona cesarini, sul quale premono tutte le forze politiche, dai Cinque Stelle al Pd, alle destre.

Si tratta di scadenze fiscali che riguardano sia i lavoratori dipendenti che i titolari di Partita Iva e gli autonomi, e in generale tutti i contribuenti che nel mese di maggio si troveranno in qualche modo a versare degli importi allo Stato. Nello specifico il 3 maggio dovrà essere pagata l’imposta di registro per i contratti di affitto.

Mentre il versamento dell’Iva trimestrale e mensile per gli autonomi dovrà avvenire entro il 17 maggio, stessa data in cui si dovranno pagare le varie ritenute alla fonte del mese precedente. Altre scadenze sono ovviamente previste per fine mese. Sempre a maggio ripartirà la notifica delle cartelle esattoriali, elaborate dopo l’8 marzo 2020, così come inizierà la riscossione dei ruoli scaduti dopo la stessa data.

SI COMINCIA IL 3 MAGGIO. Ma vediamo più nello specifico. La prima delle scadenze fiscali che i contribuenti dovranno tenere a mente per il mese è quella per il versamento dell’imposta di registro, entro il 3 maggio per i contratti di affitto stipulati o rinnovati dopo il 1 aprile 2021. Mentre, quelli che hanno un contratto di affitto stipulato o rinnovato dopo il 1 maggio 2021 dovranno pagare l’imposta di registro entro il 31 maggio.

Ci sono poi i versamenti Iva mensili e trimestrali dovuti dai lavoratori autonomi con Partita Iva e soggetti ad Iva, entro il 17 maggio, che quest’anno sarà maggiorata dell’1%. Stessa scadenza anche per chi versa l’Iva mensilmente per tutte le imposte e le ritenute che dovevano essere pagate entro aprile, con sanzione ridotta.

Inoltre, sempre entro questa data i sostituti di imposta, cioè i datori di lavoro, sono tenuti al pagamento delle ritenute alla fonte per i contratti di collaborazione del mese precedente, le addizionali regionali e comunali e l’imposta sostitutiva dell’IRPEF corrisposte ai dipendenti nel mese passato come premi per la produttività e l’efficienza.

Inoltre, quanti sono titolari di una cartella scaduta nel 2020 nel 2021, se non vogliono sanzioni e interessi, devono saldare tutti i debiti con l’Agenzia entro il 31 maggio 2021. Da ricordare, oltre alle scadenze fiscali, anche che dal primo maggio partiranno le verifiche per inadempienza, cioè i controlli del Fisco quando un contribuente riceve dagli uffici pubblici un importo contestato superiore a 5.000 euro.

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