Coronavirus, rientra l’allarme in Italia ma l’attenzione resta alta. Primi casi in Europa. Il presidente cinese Xi: “Situazione grave. La diffusione è sempre più rapida”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Rientra l’allarme in Italia mentre si registrano i primi casi di coronavirus in Europa. Dopo quello registrato a Bari è rientrato anche il caso della paziente ricoverata all’ospedale Maggiore di Parma per un sospetto caso di coronavirus. Eseguiti gli accertamenti è emersa la presenza del virus influenzale di tipo B sulla donna, un’italiana residente nel Parmense che dovrebbe avere preso parte in Cina allo stesso tour con il gruppo di artisti di cui faceva parte la paziente di Bari. Il virus, invece, sembra essere arrivato in Europa, con tre casi confermati in Francia, due a Parigi ed uno a a Bordeaux.

Ed intanto, il numero di persone infette in Cina è balzato a quasi 1.300, secondo le autorità locali. Almeno 444 nuovi casi di contagio sono stati individuati in poche ore, portando il numero totale delle persone infette a 1.287. Lo ha dichiarato la Commissione nazionale per la Salute in una nota. Le persone morte per il coronavirus sono 41, secondo il nuovo bilancio reso noto dalle autorità cinesi. La Cina ha esteso il cordone sanitario volto a circoscrivere l’emergenza coronavirus. Lo hanno annunciato le autorità, precisando che i provvedimenti riguardano ora 56 milioni di persone. Pechino, inoltre, ha ordinato misure a livello nazionale per identificare i casi sospetti su treni, aerei e autobus. La decisione è stata presa dopo il drastico aumento, nelle ultime ore, di vittime e pazienti contagiati

Il presidente cinese Xi Jinping ha detto che la Cina sta affrontando una “situazione grave” data “dall’accelerazione” dell’espansione del nuovo virus che ha infettato quasi 1.300 persone nel Paese. “Di fronte alla grave situazione di una diffusione sempre più rapida del nuovo coronavirus è necessario rafforzare la leadership centralizzata e unificata del Comitato Centrale del Partito”.

“Non c’è nessun allarme tale da dover creare un sistema parallelo di gestione del coronavirus cinese. Un eventuale caso verrebbe trattato seguendo le stesse procedure messe in atto dalle Regione per le infezioni respiratorie gravi da virus non noto e l’influenza grave come la Suina o la Sars”. Ha detto il direttore scientifico dell’Istituto nazionale di Malattie infettive Spallanzani, Giuseppe Ippolito, nel corso di una conferenza stampa per presentare le procedure che sono state messe in atto dalla Regione Lazio per prevenire eventuali casi di infezione da coronavirus. “Non è stato confermato come sia avvenuto il salto di specie dall’animale all’uomo, inclusa l’ipotesi della trasmissione dai serpenti che è stata sconfessata ieri sera dalla rivista Nature. Vorrei dire che i serpenti sono rettili e questo virus ha bisogno di mammiferi”.

“Si è svolta anche questa mattina, alle ore 9.30, la riunione della task force del ministero della Salute sul coronavirus 2019-nCoV per fare il punto sugli interventi messi in campo per fronteggiare il fenomeno” ha reso noto, invece, il Ministero della Salute sottolineando in una nota che il ministro Roberto Speranza ha incontrato oggi anche i rappresentanti delle Regioni “al fine di gestire il coordinamento sul territorio delle disposizioni adottate in questi giorni e la comunicazione dell’evolversi della situazione”.