Cosa può fare di buono Letta al Governo

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di Gaetano Pedullà

direttorepedL’occasione è ghiotta. L’Europa non ammette pubblicamente di aver sbagliato tutto imponendo ai suoi Stati una politica miope e recessiva, ma ieri il commissario per gli affari economici Olli Rehn ha ribadito che qualche concessione si può fare. E ci mancherebbe! Bisogna andare indietro all’inizio del secolo scorso per contare quanti disoccupati ci sono in Italia, in Spagna, in Grecia e in Francia. La crisi è drammatica e dopo anni di cinghia stretta siamo tutti più poveri. Negli Stati uniti, dove è nata la crisi per il tracollo della Lehman Brother, da tempo hanno risolto il problema stampando tonnellate di carta moneta. Il denaro gira e l’economia ringrazia. In Asia l’hanno capito, e la banca centrale giapponese sta facendo la stessa cosa. Solo in Europa restiamo bloccati dalla politica di rigore imposta dalla Merkel agli stati ex sovrani e alla Banca centrale di Francoforte. Probabilmente Draghi la settimana prossima timidamente abbasserà ancora il costo del denaro (ma i tassi del dollaro restano ancora più bassi dell’euro). La novità però è che il dogma dell’austerity non è più inviolabile. Dunque ecco l’occasione per il governo Letta che verrà: rinegoziare alla grande in Europa la possibilità di tornare a investire in opere e strutture strategiche per il Paese. Rimettere in moto l’economia. Pagare sul serio i debiti delle pubbliche amministrazioni alle imprese. Il percorso del governo è a ostacoli ed è chiaro che per le profonde differenze programmatiche sarà impossibile fare grandi riforme. Se però si riuscirà almeno a rinegoziare in Europa i vincoli che ci opprimono, anche senza cambiare molto Letta e il suo governo che verrà (se verrà) potranno fare qualcosa di buono per l’Italia. Merkel permettendo. Sarà capace il delfino di Prodi – che tanta responsabilità ha nelle scellerate condizioni con cui siamo entrati in Europa – a battere i pugni sul tavolo di Bruxelles?