Cosa rischia l’Italia se scoppia la guerra in Ucraina?

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La situazione tra la Russia e l’Ucraina sta diventando sempre più tesa e l’agitazione internazionale è aumentata dopo il recente discorso alla Nazione del presidente russo Vladimir Putin che si è concluso con la firma di un decreto volto a riconoscere in via ufficiale le repubbliche separatiste istaurate nel Donbass. In questo contesto, cosa rischia l’Italia nel caso in cui dovesse scoppiare la guerra in Ucraina?

Cosa rischia l’Italia se scoppia la guerra in Ucraina? Agitazione dopo il discorso di Putin alla Nazione

Il discorso alla Nazione del presidente russo Putin e la sua decisione di firmare un decreto per riconoscere le repubbliche separatiste autoproclamante nel Donetsk e nel Lugansk sono fonte di preoccupazione non solo in Europa ma nel mondo intero. Le tensioni, poi, sono ulteriormente aumentate nel momento in cui Putin ha inviato truppe russe nel Donbass e ha ottenuto dai leader delle repubbliche separatiste concessioni per procedere alla costruzione di basi militari russe.

La mosse della Russia hanno portato i Paesi europei e gli Stati Uniti ad annunciare imminenti e dure sanzioni nei confronti di Mosca. Continuano, in sostanza, le azioni diplomatiche al fine di evitare il conflitto armato. Ma cosa accadrebbe se la guerra in Ucraina dovesse tramutarsi in realtà? E quali sarebbero i rischi dell’Italia in caso di conflitto nel Paese?

Rapporto commerciale tra Italia e Russia: cosa cambia con la guerra in Ucraina

Il commercio dall’Italia alla Russia e il crollo dei mercati

Nel caso in cui la guerra in Ucraina dovesse scoppia, in primo luogo si assisterebbe a forti scossoni nei mercati azionariche avrebbero importanti conseguenze sui prezzi delle materie prime. Inoltre, si genererebbe un crollo finanziario di portata mondiale.

A questo proposito, è fondamentale comprendere quale sia il valore della Russia per il commercio italiano al fine di esaminare in modo concreto le ripercussioni che le variazioni nel mercato potrebbero avere nella Penisola.

L’Italia è il settimo fornitore della Russia in ambito internazionale e vanta una quota di mercato del 4,1% nel periodo gennaio-novembre 2021. La Russia, poi, è il 14esimo Paese al mondo in cui vengono consegnate merci italiane: il valore economico dello scambio commerciale è pari a circa 20 miliardi di euro. Se si considera il rapporto commerciale tra Italia e Stati Uniti d’America, le cifre triplicano.

Il commercio dalla Russia all’Italia: l’export del gas naturale

Cambiando prospettiva, l’Italia rappresenta il nono mercato di destinazione dell’export per Mosca. La Penisola, infatti, acquista dalla Russia principalmente petrolio e gas naturale. Nello specifico, l’Italia importa dalla Russia circa il 40% del gas naturale totale usato nel Paese: un bene fondamentale per generare energia elettrica e per riscaldare le abitazioni dei cittadini.

La medesima situazione dell’Italia è condivisa anche dagli altri Stati europei: l’UE, infatti, è il principale partner economico della Russia che esporta nel continente il 67% del suo gas naturale.

In caso di guerra, quindi, il think tank Bruegel ha rilasciato delle stime valutando lo scenario peggiore che potrebbe verificarsi ovvero la chiusura totale dell’export di gas. In questo caso, l’UE sarebbe in grado di arrivare al massimo fino al mese di aprile 2022, sfruttando le scorte attualmente in suo possesso.

Ripercussioni economiche in Italia, Rovelli: “Difficile anticipare rischi geopolitici”

Le ripercussioni economiche in Italia in caso di guerra in Ucraina sono state esaminate dal capo economista di Blackrock Italia, Bruno Rovelli, che ha dichiarato: “È difficile costruire scenari, ci sono tantissime gradazioni di grigio in quello che può succedere nella tensione tra Russia e Ucraina. Però se uno prende lo scenario più negativo in assoluto – che è quello di una invasione terrestre con la Russia che blocca le forniture di gas all’Europa – cosa mai avvenuta peraltro neanche durante la Guerra Fredda, questo certo avrebbe ovviamente delle conseguenze gigantesche sull’economia europea che praticamente si fermerebbe. Non ci sarebbe nessuna chance di sostituire il gas russo attraverso il gas liquefatto. Però ci sono una serie di scenari intermedi che in realtà vedono la tensione rimanere ma non necessariamente andare fuori controllo. È molto difficile, secondo me, anticipare questi tipi di rischi geopolitici. Dal punto di vista della struttura degli incentivi sembra che lo scenario più negativo non presenta un grande incentivo né per la Russia né per l’Europa”.

Ipotesi guerra in Ucraina: assenza di forniture di materie prime agricole in Italia

Infine, in caso di guerra in Ucraina, ci saranno ripercussioni non solo per quanto riguarda il mercato energetico ma anche in relazione alle forniture di materie prime agricole con particolare attenzione al grano e al mais.

Come denunciato da Coldiretti, Ucraina e Russia forniscono circa un terzo delle esportazioni di grano nel mondo. Sono forti, quindi, le preoccupazioni che un eventuale conflitto possa “danneggiare le infrastrutture e bloccare le spedizioni dai porti del Mar Nero, causando un crollo delle disponibilità sui mercati mondiali e alimentando il rischio di carestie e tensioni sociali”.