Cosa vuol dire una tantum a proposito di bonus, aiuti in busta paga, pagamenti e multe

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Cosa vuol dire una tantum a proposito di bonus, aiuti in busta paga, pagamenti e multe? Quali sono le origini dell’espressione?

Cosa vuol dire una tantum: il caso del bonus di 200 euro approvato dal Governo

Nel pomeriggio di lunedì 2 maggio, il Cdm ha approvato il dl aiuti che include, tra le varie misure previste, anche l’erogazione di un bonus di 200 euro per pensionati, dipendenti e lavoratori autonomi. A proposito del bonus, è stato precisato che l’importo a sostegno dei salari e delle pensioni verrà versato una tantum. Cosa si intende con l’espressionespesso usata a proposito di bonus, aiuti in busta paga, pagamenti e multe?

Quando si specifica che una determinata risorsa verrà erogata una tantum si intende che il denaro verrà versato una volta soltanto. Di conseguenza, il soggetto interessato a usufruire dell’agevolazione potrà richiederla e riceverla in un’unica circostanza, perdendo poi ogni diritto rispetto a essa.

In questo contesto, ad esempio, nel caso del bonus di 200 euro, i pensionati riceveranno l’indennizzo una volta a luglio mentre i lavoratori dipendenti potranno visionare la presenza del versamento solo nella busta paga di giugno o di luglio.

Significato dell’espressione a proposito di bonus, aiuti in busta paga, pagamenti e multe

Per quanto riguarda l’espressione una tantum, questa risulta essere una locuzione parzialmente derivata dal latino. “Una”, infatti, è intesa come una probabile ellissi di “una volta”. La locuzione ha il significato di “per una volta soltanto”.

L’utilizzo dell’espressione figura in svariati ambiti ed è particolarmente frequente nel linguaggio amministrativo, giuridico e burocratico. Viene utilizzata sia con funzione di aggettivo che di avverbio e indica, appunto, il pagamento a titolo di compenso, indennità, gratifica o assolvimento di un obbligo a carattere straordinario che viene effettuato con il versamento di una specifica somma di denaro. Il versamento non ha alcun obbligo di ripetitività: di conseguenza, non ha carattere periodico e continuativo.

La locuzione viene usata anche nel settore fiscale e indica una tassa, una sovrimposta o un contributo straordinario che possono essere richiesti una volta soltanto.