Costruttori in stallo. Non decollano i gruppi per il Conte Ter. Al Senato giallorossi fermi a 157. E da Italia Viva neppure un addio

BRUNO TABACCI
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“Sosterrò il Conte ter, anzi no”. L’azzurro Luigi Vitali ha giocato un brutto scherzo al fronte giallorosso che sta disperatamente cercando di allargare la maggioranza. Il senatore di Forza Italia, mercoledì sera a sorpresa, ha annunciato di appoggiare il Conte ter ma poi ieri mattina si è rimangiato tutto. E ora non sono in pochi tra i responsabili a ritenere che si sia trattato di una trappola, di un doppio gioco. “Non lo conosco, forse il suo ripensamento è stato frutto di una qualche operazione politica fatta apposta, non dalla maggioranza di governo. Potrebbe esser stato fatto per delegittimare questo nuovo gruppo”, prova a suggerire il senatore del gruppo Europeisti, Ricardo Merlo.

“Quello con Conte è stato un incontro molto cordiale. Chiedo scusa”, afferma Vitali, che dice di essere stato convinto a fare marcia indietro da Salvini e Berlusconi. “Il mio Ripensamento – spiega – è dovuto a un colloquio che ho avuto con il presidente Berlusconi e con il segretario Salvini i quali, sapendo che io ho messo al centro l’inopportunità di andare al voto, mi hanno chiesto se avessi letto le loro dichiarazioni. Berlusconi mi ha detto: ‘Ma non hai visto che io ho aperto alle larghe intese? Io ho a cura i problemi del Paese’. Salvini invece mi ha detto che è disposto a parlare con chiunque delle riforme a partire da quella della giustizia e del fisco”.

E questo nonostante il leader leghista ribadisca che le opzioni sono due: o un governo di centrodestra o il voto. Fatto sta che il dietrofront di Vitali fa registrare una battuta d’arresto alla caccia ai costruttori. I sì a Conte al Senato rimangono fermi a 154 se si escludono i voti dei tre senatori a vita (Cattaneo, Monti, Segre). Il gruppo “Europeisti – Maie-Centro democratico”, a Palazzo Madama, si è formato grazie al soccorso rosso, ovvero al prestito di una senatrice da parte del Pd, Tatjana Rojc. Ma in ogni caso si tratta di dieci senatori che avevano già votato la fiducia martedì 19 gennaio. Non si sono iscritti al gruppo Lello Ciampolillo e Sandra Lonardo Mastella. Qualora aderissero, però, a livello numerico nei rapporti tra maggioranza e opposizione nulla cambierebbe dal momento che entrambi hanno già votato la fiducia la scorsa settimana.

Alla Camera lo scenario ricalca quello del Senato: due senatrici ex M5S che avevano votato il 18 la fiducia a Conte hanno aderito alla componente Centro Democratico di Bruno Tabacci (nella foto), che sale da 13 a 15 (per formare un gruppo ne servono 20). Erano indiziati altri due azzurri in uscita da Forza Italia: Anna Carmela Minuto e Laura Stabile. Ma il dietrofront di Vitali potrebbe scoraggiare ora altri movimenti. Occhi puntati pure sulla pattuglia dei parlamentari di Iv. Se Renzi dovesse sfilarsi dalla trattativa per il Conte ter non tutti i suoi potrebbero seguirlo. Totiani e Udc, invece, rimangono fermi sul no al Conte ter e disponibili eventualmente a esecutivi di unità nazionale. Il centrodestra, peraltro, pare stia mettendo insieme un’operazione analoga e contraria a quella dei responsabili pro Conte, cercando di attirare pentastellati delusi.