Da Arcore non escono nomi. Stallo a destra sulle Regionali. Nulla di fatto tra Matteo, Giorgia e Silvio. Decisi i profili dei candidati ma l’intesa non c’è

di Laura Tecce
Politica

Di nomi non c’è ancora l’ombra, bisogna attendere la settimana prossima. Forse. Nel vertice del centrodestra fra i leader Matteo Salvini, Silvio Berlusconi, e Giorgia Meloni che si è tenuto ieri ad Arcore e che i diretti interessati definiscono in una nota congiunta essersi svolto “con grande spirito di coesione e collaborazione”, sono stati individuati al momento “i profili” dei candidati governatori. Ma i nodi su chi possa incarnare questi profili ancora rimangono. E non solo per quanto riguarda la Calabria, dove occorre trovare una soluzione per dirimere la questione Occhiuto. I veti leghisti sul sindaco di Cosenza Mario e sul fratello Roberto sono insuperabili quindi spetta al Cavaliere l’arduo compito di mediare tra le esigenze della coalizione e quelle interne al suo partito, che è sul piede di guerra per “le inaccettabili intromissioni della Lega”, che però potrebbe convergere sul nome di Jole Santelli, vice-sindaco di Cosenza e deputata azzurra.

Santelli è stata proposta da Berlusconi ai suoi alleati al tavolo delle trattative ma questi non avrebbero dato l’ok definitivo. Nulla di fatto, dunque, sebbene ormai il tempo davvero stringa – si vota in Calabria il 26 gennaio – come del resto per le altre regioni al voto nella primavera del 2020: Toscana, Puglia e Campania. In quest’ultima nonostante il candidato ufficializzato dal leader azzurro per correre ancora una volta come governatore (lo è già stato dal 2010 al 2015) sia Stefano Caldoro, si è parlato insistentemente della ex deputata ed ex ministra alfaniana Nunzia De Girolamo, ormai lanciata nello star system televisivo come “ballerina” ed opinionista che tanto è gradita a Salvini. La diretta interessata ieri ha smentito con un tweet “Caldoro, stai sereno a me ormai piace ballare e non correre. Nessuna maratona”, che però ricorda il celebre “Enrico stai sereno” di renziana memoria. In quel caso sappiamo come andò a finire.

Qualche fibrillazione, in questo caso fra Salvini e Meloni, potrebbe arrivare dalla Puglia e dalla Toscana, con l’ex ministro dell’Interno che vuole vincere in “casa di Matteo Renzi” e con FdI che sta spingendo per avere un suo uomo candidato alla presidenza. Tutto dipenderà da come si chiuderà nella regione del sud, dove i salviniani del territorio spingono affinché il nome del candidato che sfiderà Michele Emiliano sia fatto dalla Lega per dimostrare che il Carroccio sia un partito nazionale non solo a parole. Salvo sorprese, comunque, oltre alle Marche anche la Puglia dovrebbe essere in quota Meloni. Forza Italia indicherà il candidato in Calabria e Campania, mentre alla Lega, dopo l’Emilia Romagna, spetta il nome per la Toscana.

Non si sarebbe, invece, toccato l’argomento del candidato chiamato a battersi per la carica di sindaco di Roma. Intanto il Capitano ha dichiarato che la coalizione di centrodestra “sarà sempre più allargata: in tutte le regioni non ci sarà più solo una lista civica, ad esempio in Emilia Romagna ce ne saranno due se non tre a sostegno del presidente, quindi sarà una coalizione sempre più accogliente”.