Le Lettere

Da che pulpito!

A Davos Zelensky ha preso a sberle l’Europa accusandola di fare troppo poco per lui. Dice che lui difende la democrazia. Ma si può tollerare?
Marco Sini
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Gentile lettore, Zelensky aveva chiesto all’Europa 150 miliardi di euro per il biennio, ma ne ha ottenuti “solo” 90, perché l’Ue non ha osato rubare i fondi sovrani russi depositati a Bruxelles. Anche questo, tra l’altro, ci ha rimproverato il comico. Lo scandalo è che nessuno gli abbia risposto: “Come ti permetti, Mr. Volodymyr Cessidoro? L’Ue è la vacca grassa che da quattro anni ti mantiene e ti arricchisce. Secondo la Cia, il 30% dei nostri aiuti viene rubato dai tuoi amichetti e da tutto il sistema marcio del tuo establishment. Tu non hai fatto nulla per evitarlo, forse il contrario. In democrazia avresti dovuto indire le elezioni un anno fa, ma sei rimasto al potere abusivamente. In democrazia non si sciolgono gli 11 partiti d’opposizione e non si chiude la Chiesa sostituendola con un’altra. In democrazia non si eliminano i dissidenti con una pallottola alla nuca (vedi Kireyev e tanti altri). In democrazia non si vieta l’uso della lingua parlata da oltre il 40% del popolo. Se hai delle rimostranze, falle con Usa e Uk, perché la guerra è nata dal tuo patto con Biden e Johnson: “Noi ti diamo i soldi e le armi e tu ci dai i soldati per combattere la Russia” ti hanno detto. Tu hai risposto: “Affare fatto” e hai mandato la povera gente a morire al fronte. Come osi darci lezioni?” Ecco, lei ha sentito qualcuno dire cose così? La complicità con Zelensky è un crimine storico dell’Europa, il secondo più grave dopo l’appoggio al genocidio palestinese.

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