Da Di Maio a Fico e Di Battista. I big M5S in corsa agli Stati generali. Hanno chiesto di parlare in streaming 1.008 candidati. Mancano all’appello Grillo, Crimi e Casaleggio

di Antonio Acerbis
Politica

Il tempo stringe e, nonostante l’emergenza Covid, il confronto interno al Movimento cinque stelle non è più rinviabile. Per tanti. Non a caso i candidati che hanno presentato la propria domanda per parlare dal palco sono ben 1008. L’elenco è pubblicato sulla piattaforma Rousseau, dove la base dovrà scegliere i 30 che interverranno questa domenica. Secondo quanto si apprende, tra quelli che hanno chiesto la parola ci sono il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, l’ex deputato Alessandro Di Battista, il presidente della Camera, Roberto Fico, la vice presidente del Senato Paola Taverna.

Ma nell’elenco compaiono anche gli ex ministri del Conte I, Giulia Grillo e Danilo Toninelli, e il vice ministro dello Sviluppo economico, Stefano Buffagni. Contrariamente alle aspettative non ci sono invece i ministri Cinquestelle, nemmeno il capodelegazione nel governo, Alfonso Bonafede. Così come non si sono iscritti a parlare il capo politico, Vito Crimi, il garante e co-fondatore, Beppe Grillo, e il presidente dell’Associazione Rousseau, Davide Casaleggio.

Una scelta che, in realtà, non deve sorprendere ma chiarisce ancora più in maniera netta la linea che potrebbe prendere il confronto interno al Movimento: tutti i ministri e sottosegretari appoggiano Di Maio, unico esponente del governo che prenderà la parola e che, secondo quanto risulta al nostro giornale, sottolineerà quanto fatto specie in questo periodo dall’esecutivo e dal Movimento cinque stelle.

Il “silenzio” di Grillo certamente fa gioco allo stesso ministro degli Esteri e avalla la strada di un possibile e stabile accordo con il Pd. Su questo punto, ma senz’altro con toni più marcatamenti da paciere, batterà anche Fico il quale tenterà di far convergere l’animo pentastellato favorevole a un accordo con i dem con l’animo più legato al Movimento delle origini. Resta ovviamente sullo sfondo Di Battista, che potrà godere dell’appoggio – seppur silenzioso – di Davide Casaleggio. La linea “dibattistiana”, come si sa, è totalmente contraria a un’intesa col Pd.

“Ma – spiega un autorevole fonte interna al Movimento – nessuno cercherà lo scontro, in un momento peraltro già complicato: se ci facessimo vedere anche spaccati presteremmo il fianco agli attacchi delle opposizioni”. Insomma, la pandemia potrebbe spingere tutti ad abbassare i toni e a trovare una sintesi di massima. Ed è su questo fronte che l’idea di una gestione collegiale, almeno per il momento, potrebbe accontentare tutte le anime interne al Movimento.

IL DETTAGLIO. Per il resto ora bisognerà capire chi parlerà per primo e chi per ultimo. Nel post pubblicato sul blog delle stelle si legge che “l’elenco dei candidati potrebbe cambiare a seguito di esclusioni del capo politico. La scelta di coloro che potranno partecipare al dibattito pubblico avverrà attraverso un voto al quale avranno accesso tutti gli iscritti da almeno sei mesi con documento certificato”. La votazione sarà “su base nazionale e ogni iscritto potrà esprimere un numero massimo di 3 preferenze”.

I 30 candidati più votati potranno partecipare al dibattito. Non mancano, però, già le voci critiche, come quella dell’eurodeputato Pierfrancesco Pedicini: “Puoi partecipare agli Stati Generali, ma solo se sei d’accordo con quanto è stato già deciso fin dall’inizio”, ha scritto su Facebook. Il pentastellato, da tempo annoverato tra i dissidenti del Movimento, si era iscritto a parlare, ma è stato escluso dal capo politico.