Prima il processo mediatico, poi – forse – quello nelle aule di giustizia. È il copione che la destra di governo recita sui casi Mario Roggero e Abderrahim Fakir. Due vicende diverse, ma unite da un filo rosso: l’idea che la magistratura sia il problema e che il diritto, se intralcia la narrazione della sicurezza, possa essere piegato alle esigenze della politica. Naturalmente nessuno lo dice apertamente. La premier Giorgia Meloni continua a ripetere che bisogna rispettare la legalità e attendere gli accertamenti. Ma, puntualmente, a ogni richiamo formale segue un messaggio politico che va nella direzione opposta.
Predicano moderazione ma intanto attaccano le opposizioni
Sul caso Fakir il copione è perfetto. “La verità va ricercata fino in fondo”, scrive la premier. Ma nello stesso messaggio accusa chi chiede chiarezza di alimentare un clima d’odio contro le forze dell’ordine. Il bersaglio principale, però, non sono le domande sulla morte del 42enne. Diventa il sindaco di Bologna Matteo Lepore, colpevole di aver chiesto piena luce sui fatti. Per Fratelli d’Italia dovrebbe addirittura dimettersi, perché responsabile degli scontri avvenuti martedì sera.
Il capogruppo Galeazzo Bignami arriva in Aula a gridare all’opposizione: “Siete dei vigliacchi”, accusando Pd, M5S e Sinistra italiana di fomentare odio contro le divise. Poco importa che l’inchiesta sia appena iniziata.
Nel frattempo il dibattito politico si concentra sui precedenti penali di Fakir, come se il passato della vittima possa spiegare o giustificare quanto accaduto. Come se una fedina penale potesse trasformarsi in un’attenuante preventiva per qualsiasi intervento delle forze dell’ordine.
La Procura di Bologna, invece, fa semplicemente il suo lavoro. Sta ricostruendo gli ultimi 50minuti di vita di Fakir attraverso bodycam, video dei residenti e telecamere di sorveglianza. Sotto la lente non ci sono solo i poliziotti, ma anche la gestione dei soccorsi: i magistrati verificano perché il 118 abbia inviato un’ambulanza senza medico né infermiere. L’autopsia dovrà chiarire il peso di eventuali patologie, dello spray urticante e delle tecniche di immobilizzazione. Sarà verificato anche il rispetto delle linee guida del Viminale.
Per Antigone lo scudo penale è incostituzionale
Intanto è scontro sul nuovo scudo penale del decreto Sicurezza. Antigone chiede di sollevare una questione di legittimità costituzionale, sostenendo che la norma crea un trattamento differenziato quando sono coinvolti appartenenti alle forze dell’ordine, mettendo in discussione il principio di uguaglianza davanti alla legge.
Più prudente appare il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ricorda come nessuno sia al di sopra della legge, promette piena collaborazione con la magistratura e invita a non parlare già oggi di “un nuovo caso Cucchi”.
Sul fronte Roggero, invece, la musica cambia. Dopo la condanna definitiva del gioielliere, Salvini ha aperto la sua campagna contro la “sentenza ingiusta”. Si invoca la grazia, si annunciano nuove leggi sulla legittima difesa e, inevitabilmente, il bersaglio diventano i magistrati che quella sentenza l’hanno pronunciata. Il risultato? L’Associazione nazionale magistrati denuncia minacce e messaggi d’odio contro i giudici piemontesi e quelli della Cassazione, ricordando che hanno semplicemente applicato la legge e chiedendo alla politica maggiore responsabilità.
Per Nicola Fratoianni, intervenuto ieri alla Camera, siamo davanti a “un golpe silenzioso”: una pressione continua su giudici, Quirinale e istituzioni di garanzia per ottenere fuori dai processi ciò che i processi hanno negato. Un’accusa che si inserisce nello scontro aperto anche dopo le parole del ministro Carlo Nordio sulle prerogative del presidente della Repubblica in materia di grazia, corrette dal Quirinale.
Infine c’è il caso Vannacci. Meloni ieri ha preso le distanze dal video realizzato con l’intelligenza artificiale che raffigura l’uccisione di Elly Schlein e Giuseppe Conte. Lo ha fatto, però, solo un giorno e mezzo dopo la sua diffusione, quando il filmato era già diventato un caso nazionale. E il suo messaggio violento sdoganato.