Da una parte, il gioielliere di Grinzane Cavour, condannato in via definitiva per aver ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo, mentre stavano fuggendo. Dall’altra il 43enne morto domenica a Bologna durante un intervento della Polizia. Sono i due casi di cronaca che hanno dato il via a una forsennata guerra intestina tra gli alleati del centrodestra. Una lotta combattuta al grido di “sicurezza”, “difesa”, “vittime”, “delinquenti” e “risarcimenti”.
La gara a chi sposta sempre più in alto l’asticella della propaganda politica (e dell’attacco alla Costituzione) era stata aperta dal vice-premier Matteo Salvini, che, dopo aver visitato Mario Roggero in carcere, ha lasciato a Claudio Borghi il compito di depositare un disegno di legge che allarga la legittima difesa fino a farla diventare una licenza di sparare sempre e comunque.
Il ddl prevede infatti che “qualsiasi reazione” di chi subisce un’aggressione armata in casa o nel luogo di lavoro sia “non punibile, indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati”. Un colpo di spugna sul principio della proporzionalità dell’offesa, cardine dell’articolo 52 del Codice penale e della giurisprudenza della Consulta. Inoltre il testo prevederebbe la retroattività, escamotage per poter salvare il gioielliere… Una vera coltellata al fegato per il presidente della Repubblica.
Non a caso, i primi a storcere il naso non sono stati i “soliti giudici comunisti”, ma pezzi pesanti della stessa Lega: dal sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari, all’ex magistrata Simonetta Matone, fino all’avvocata più amata da Salvini, Giulia Bongiorno. Tra gli alleati, poi la proposta è stata accolta dal gelo: Fi l’ha rispedita al mittente. Fratelli d’Italia, l’ha liquidata con un “vedremo”…
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Da Fdi un Ddl per bloccare la Lega
In realtà il partito di Giorgia Meloni, per non rischiare di restare indietro nella rincorsa alla pancia peggiore del peggior elettorato del Paese, ha lanciato ieri la sua controffensiva, contenuta nel ddl “Mai più delinquenti risarciti dalle vittime”.
Un testo – più difendibile sul piano costituzionale di quello leghista – presentato come una misura di “buonsenso”, perché eviterebbe che chi è vittima di un reato, debba essere colpito una seconda volta da una richiesta di risarcimento civile.
Per Giovanni Donzelli il provvedimento “va oltre la questione della legittima difesa”, poiché esistono situazioni in cui una persona è “oggettivamente vittima” e quindi “non può pagare due volte”. Lucio Malan cita esplicitamente il caso Roggero, sostenendo che la legge serve a impedire “interpretazioni discutibili” e ricorda che alcune fattispecie similari sono già presenti nel Codice civile.
Il testo della norma era stato depositato due anni fa, tuttavia tutti i meloniani ieri hanno sottolineato come la legge “non nasce dalla cronaca”…
Forza Italia prende tempo
Dal canto suo, si muove anche Forza Italia, seppur col freno tirato. Gli azzurri si sono detti disponibili a discutere una revisione del tema dei risarcimenti civili nei casi di eccesso di legittima difesa. Ma hanno chiuso la porta alla rivoluzione leghista.
In tutto ciò, c’è persino chi accusa gli altri di speculare. È Roberto Vannacci, ormai competitor diretto (e prossimo al sorpasso) di Salvini sul terreno identitario, che ha bollato l’iniziativa leghista come una “strumentalizzazione elettorale”, e ha accusato il centrodestra di non aver voluto approvare un suo emendamento precedente.
E’ in questo ambiente surriscaldato che lunedì è deflagrata la bomba Fakir. Sul caso di Bologna tutti invocano “prudenza” e “attesa degli accertamenti”, ma nessuno ha rinunciato a utilizzare l’accaduto per rafforzare il proprio racconto: chi quello delle forze dell’ordine sotto attacco (Fratelli d’Italia), chi quello dello Stato che deve dimostrare di non essere “uno Stato di polizia” (il ministro Matteo Piantedosi).
Di fatto, tra un ddl in odore di incostituzionalità e uno rispolverato per non perdere terreno politico, la maggioranza non sta discutendo di diritto o sicurezza o, ancora, di giustizia. Sta solo facendo campagna elettorale, pensando a come rubare più voti possibile all’alleato di maggioranza…