Dai Comuni alle imprese, le consultazioni di Conte sulla Manovra

Il leader M5s Conte incontra imprese e Comuni. Tutti d'accordo sull'assenza di misure per la crescita all'interno della Manovra.

Dai Comuni alle imprese, le consultazioni di Conte sulla Manovra

Le preoccupazioni dei sindacati e quelle dei comuni. Quelle dei commercianti, degli artigiani e dei costruttori. Il M5S è deciso nel proseguire le contro-audizioni sulla Manovra, facendo cioè quello a cui si sta sottraendo la premier Giorgia Meloni, che sta sistematicamente lasciando cadere nel vuoto gli appelli e le richieste del mondo imprenditoriale e sindacale. Dal confronto con le unioni delle piccole e medie imprese, del commercio e dell’artigianato, è emersa “un’apprensione diffusa per una manovra asfittica, che riempie di incognite il sistema Paese e non dà alcuna prospettiva in termini di crescita economica, che non ha previsto nessun investimento, nessuna misura di rilancio e sostegno per l’innovazione, la competitività e la produttività delle imprese. Nulla di nulla”, commenta il presidente dei Cinque Stelle, Giuseppe Conte.

Il leader M5s Conte incontra imprese e Comuni. Tutti d’accordo sull’assenza di misure per la crescita all’interno della Manovra

E ancora: ‘’Le preoccupazioni espresse da Ance e Confedilizia sono le nostre”. La legge di Bilancio della Meloni aggraverà la tassazione complessiva sulla casa: aumento della ritenuta dall’8 all’11% sui bonifici parlanti necessari per usufruire dei bonus edilizi, cedolare secca sugli affitti brevi che sale dal 21% al 26%, revisione delle agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa da parte di under 36, con il pesante stop all’esenzione delle imposte di registro, ipotecarie e catastali. Ma la lista è lunga: stop alla detrazione Iva al 50% per l’acquisto di case con classi energetiche superiori e infine tassazione della vendita delle seconde case ristrutturate con il Superbonus. Per non parlare della promessa disattesa dal duo Giorgetti-Meloni sullo sblocco dei crediti incagliati.

La Manovra perlatro, dice Conte, non contiene nulla che vada a stimolare investimenti, non ci sono risorse per la messa in sicurezza del territorio e per alimentare la rigenerazione urbana, niente per la manutenzione infrastrutturale e per i lavori indifferibili di ammodernamento di opere pubbliche cruciali per il Paese. In questo deserto spiccano i miliardi per una sola infrastruttura, il ponte sullo Stretto, che serve per garantire gli equilibri politici della maggioranza”.

“Continuano le nostre audizioni e conveniamo tutti che questo governo è una sciagura per l’Italia”, dice Conte. Emblematico l’incontro con l’Anci. C’è un miliardo e mezzo di tagli per i Comuni, addirittura 10 miliardi di tagli per progetti di Comuni e città metropolitane per il Pnrr. “Se consideriamo, ancora, la cancellazione del Reddito di cittadinanza e lo svuotamento del fondo affitti e per la morosità incolpevole, emerge un quadro inquietante per i nostri Comuni. ‘Lady Tax’ Giorgia Meloni farebbe bene ad uscire dalle stanze di Palazzo Chigi e ascoltare le istanze degli enti locali e dei cittadini, che rischiano di pagare un conto salatissimo”.

E poi c’è la rabbia per i soldi conquistati dall’ex premier dopo una trattativa estenuante in Europa e che rischiamo di perdere. “Giorgia Meloni ha la grande responsabilità di realizzare un piano che, l’ho sempre detto, non è di Conte o di Draghi né di Meloni: è dei cittadini. Di fronte ai ritardi accumulati da questo Governo e ai tagli alle risorse destinate ai Comuni per un ammontare di oltre 10 miliardi non possiamo anche qui che condividere le preoccupazioni espresse dal presidente dell’Anci, Antonio Decaro’’.

 

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