Dal Renzusconi a Tajani anti-Greta. Il bestiario della corsa elettorale

Siamo nel 2022 ma la campagna elettorale dalle parti della destra sembra quella di 20 anni fa.

Siamo nel 2022 ma la campagna elettorale dalle parti della destra sembra quella di 20 anni fa. C’è addirittura il ponte sullo Stretto. E anche oggi il bestiario di questa estate elettorale si ingrossa.

L’ITALIA DEL FUTURO LA FORZA CHE UNISCE

TANA PER GIORGIA
Giorgia Meloni non ci sta. Per non sembrare fascista riunisce i suoi e li avvisa: “Se qualcuno pensa di poter, sotto le nostre insegne, avere comportamenti che consentono alla sinistra di dipingerci come nostalgici da operetta quando noi stiamo costruendo un grande partito conservatore, sappia che ha sbagliato casa e che lo tratteremo come merita: uno che fa gli interessi della sinistra, e dunque un traditore della nostra causa”. Sapete chi usava il termine “traditori” per bollare i nemici? Proprio loro. La leader di FdI prova a scollarsi di dosso il passato ma non riesce a trattenere la sua natura. Tana per Giorgia.

POPULISMO ALLA CALENDA
All’assemblea di Coldiretti intanto si assiste alla sfilata dei politici in piena campagna elettorale. Carlo Calenda spiega che “le cose da fare non sono di destra o di sinistra. Sono semplicemente di buonsenso”, usando inconsapevolmente lo stesso “buonsenso” in nome del quale Salvini ci bombarda di anni con le sue idiozie. Il populismo dei migliori.

BOMBA O NON BOMBA
Matteo Renzi come al solito brilla per lo spessore politico dei contenuti: “Un primo ministro mi ha detto che durante il consiglio europeo quando parlava Draghi prendevano appunti, quando parlava Conte prendevano il caffè”, dice per poi parlare dell’unico argomento su cui è fortissimo, sé stesso: “Io ho perso la poltrona per cambiare la costituzione, lasciamo stare…”. Chissà gli elettori come saranno interessati. Infine la bomba, solita: “Italia Viva da sola vale almeno il 5%. Ma io non faccio politica per un seggio”. Renzi, vota te ipsum.

BRACCIA RUBATE ALL’AGRICOLTURA
Sempre in Coldiretti Matteo Salvini urla che “a ora di pranzo non si possono vedere insetti, scarafaggi, formiche e locuste” e che “l’Italia è ferma dai no e non si possono fare gli invasi perché c’è Legambiente, la sovraintendenza, il comitato, Pinco, Pluto, Pallino…”. A dargli manforte arriva anche Antonio Tajani di Forza Italia che chiarisce: “Abbiamo una visione dell’ambiente che non è quella di Greta, non è la religione della nuova papessa”. La conclusione è di Salvini: “Lunga vita agli agricoltori italiani, lunga vita a Coldiretti!”. Braccia rubate all’agricoltura.

TI SPIEZZO IN DUE
Dalle parti del Pd molti iscritti disorientati si chiedono esattamente cosa siano gli “occhi di tigre” che Letta chiede ai suoi elettori. Un po’ come “una campagna elettorale con colori ben definiti come un quadro di Van Gogh”, solo che Van Gogh era affetto da xantopsia, una distorsione della percezione che gli faceva vedere il mondo intorno più giallo della realtà e questo spiegherebbe l’ossessione per il colore che caratterizzava i suoi quadri. Ieri Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e coordinatore dei sindaci del Pd, ha sfidato il ridicolo e ha dato la sua spiegazione: “Noi sindaci siamo già oltre gli occhi di tigre di Rocky III, siamo pronti a Rocky IV e a ti spiezzo in due”. Forse sarebbe meglio darsi una calmata con le metafore e cominciare a parlare di programmi e contenuti, che dite?

RENZUSCONI
Renzi su Berlusconi: “Vederlo staccare la spina al governo Draghi mi spiace, chi gli sta accanto dovrebbe consigliarlo meglio. Berlusconi ha guidato più governi di tutti, ha una sua riconoscibilità a livello internazionale, lo vuoi rimettere nell’agone politico?”. E poi: “Berlusconi va aiutato a fare il padre nobile”. Per Renzi Berlusconi è un “padre nobile”. Sostanzialmente una confessione. La guerra scompare dalla campagna elettorale. Visto? Ubi maior minor cessat.

2- Continua – qui la prima puntata

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