Dalla giustizia al salario minimo. Tutti i dossier bloccati dalla crisi. Il tradimento di Salvini ha congelato decine di misure. Compreso il conflitto d’interessi e l’acqua pubblica

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Dalla contestata riforma dell’Autonomia differenziata cara alla Lega al ddl Bonafede che riscrive le regole del processo civile, penale e del Csm. Un provvedimento su cui si è consumato lo scontro forse più cruento tra i 5 Stelle e il Carroccio nelle ultime ore del Governo gialloverde. Ma non finisce qui. Solo per restare ai dossier rimasti sul tavolo dell’Esecutivo Conte-1, la lista dei provvedimenti in sospeso è ancora lunga.

IN STAND BY. C’è, giusto per fare qualche esempio, il decreto Imprese, approvato con la formula “salvo intese”, che aspetta di dare il via libera alle norme a tutela dei rider, al salvataggio della Whirlpool di Napoli, alla proroga della cassa integrazione per la Blutec di Termini Imerese e al taglio dei costi dell’energia per l’ex Alcoa di Portovesme. In sospeso è rimasto pureil completamento del piano di salvataggio di Alitalia e la revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova. Nella penultima riunione del precedente Cdm, invece, era stato licenziato il decreto ‘Inclusione’, con misure a sostegno degli studenti disabili, che dovrà però essere convertito dalle Camere. Approvato, inoltre, ma sempre “salvo intese”, nell’ultima riunione del Governo il decreto Scuola, voluto dalla Lega ma oggetto di riserve da parte dei 5 stelle: il provvedimento prevede, tra l’altro, la stabilizzazione di circa 55mila insegnanti precari.

QUI MONTECITORIO.VE non è tutto. Lunga è la lista anche dei provvedimenti all’esame del Parlamento. Tra i quali molti cari ai 5 Stelle, come il salario minimo, l’acqua pubblica e il conflitto d’interessi. A Montecitorio, è atteso per metà settembre il via libera all’assestamento di bilancio varato dopo i rilievi sui conti italiani formulati da Bruxelles. E si aspetta l’arrivo in Aula del nuovo Codice della Strada. Se dopo il cambio di maggioranza la riforma targata Forza Italia, ma sostenuta anche dalla Lega, sulla separazione delle carriere dei magistrati sembra ormai destinata al binario morto, destino diverso dovrebbe avere la legge sull’eutanasia dopo l’invito rivolto al Parlamento dalla Consulta a colmare il vuoto normativo. Ma le differenti sensibilità in campo hanno impedito la formulazione di un testo base. In stand by anche la nuova legge sul conflitto d’interessi e sull’acqua pubblica, due dei provvedimenti bandiera del Movimento 5 Stelle.

Quanto alla prima, inserita nel vecchio contratto di Governo, si attendeva l’elaborazione del testo base che unificasse le varie proposte di legge, di cui due a firma M5S. Quanto alla seconda, il testo è bloccato da mesi in Commissione per le divergenze tra Cinque Stelle e Lega. Così come, incagliato in commissione, è rimasto pure il provvedimento sulla chiusura domenicale dei negozi.

QUI PALAZZO MADAMA. Ma non finisce. Dalla Camera al Senato, la lista delle misure in sospeso si allunga. Messo all’indice da tutte le associazioni che si occupano della materia e duramente contestato dalle opposizioni, ma soprattutto dai 5 stelle, fine corsa in arrivo per il discusso ddl Pillon (Lega) sull’affido condiviso. Quanto al salario minimo, altra riforma bandiera M5S osteggiata dalla Lega, l’iter dovrebbe sbloccarsi ma non mancano divergenze sulle modalità di attuazione con il Pd. In sospeso anche il provvedimento per l’introduzione della videosorveglianza negli asili nido e nelle case di riposo. Come pure le il destino delle commissioni di inchiesta sulla morte di Giulio Regeni (monocamerale) sul Forteto e sui crac bancari (bicamerali). Altra riforma in stand by è quella del numero chiuso nelle Università, che prevede anche il test d’ingresso a medicina e altre facoltà scientifiche ma solo dopo il primo anno. Prima delle ferie estive in commissione era stato presentato il testo base, frutto della sintesi di ben dieci diverse proposte di legge.

RIFORME COSTITUZIONALI. Madre di tutte le battaglie grilline, il taglio del numero dei parlamentari da 945 a 600 attende solo l’ultimo (dei quattro previsti) via libera della Camera. Il programma giallorosso fissa il voto alla prima data utile in calendario ma stabilisce che in parallelo di avvi l’iter di riforma della legge elettorato. In attesa di terminare l’iter anche la riforma che introduce il referendum propositivo. Ha invece superato solo il primo giro di boa l’ultima riforma costituzionale, condivisa in maniera trasversale, del voto ai 18enni per l’elezione del Senato.

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di Gaetano Pedullà

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