Dazi, dal Parlamento Ue via libera definitivo all’accordo con gli Usa

Via libera dell'Europarlamento ai due regolamenti che recepiscono l'accordo sui dazi tra Ue e Stati Uniti.

Dazi, dal Parlamento Ue via libera definitivo all’accordo con gli Usa

L’accordo siglato tra Ursula von der Leyen e Donald Trump sui dazi riceve il via libera finale del Parlamento europeo. Dopo quasi un anno dall’incontro tra la presidente della Commissione europea e il presidente degli Stati Uniti, la lunga trattativa tra i partiti e i governi ha portato all’approvazione dei due regolamenti necessari per mettere in atto l’accordo siglato dai due leader.

Dazi, via libera all’accordo con gli Usa dal Parlamento Ue

Il regolamento principale è stato approvato con 440 voti a favore, 151 contrari e 50 astenuti: un testo che elimina i dazi europei sui prodotti industriali Usa. Per il secondo regolamento i numeri sono simili e in questo caso si prevede la proroga dell’esenzione dai dazi per le importazioni di astice. Il Parlamento Ue è comunque riuscito a incidere nei negoziati, ottenendo l’inserimento di alcune salvaguardie, a partire dal rinnovo: la legislazione scadrà alla fine del 2029, ma il rinnovo ci sarà solo nel caso in cui le condizioni lo permettano.

È stata inoltre introdotta la possibilità di sospendere il regolamento nel caso in cui l’accordo non venga rispettato dagli Stati Uniti. Le tariffe imposte dagli Usa sono quelle del 15% annunciate da Trump dopo l’intesa dello scorso anno. Il prossimo passaggio spetterà al Consiglio, che deve approvare formalmente i due regolamenti: la normativa entrerà in vigore il giorno successivo rispetto alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell’Ue.

Pericolo scampato per quanto riguarda le minacce di Trump, che aveva parlato di dazi molto più alti nel caso in cui l’Ue non avesse chiuso l’intesa entro il 4 luglio. Critico, sul voto dell’Eurocamera, è il capodelegazione dei 5 Stelle, Pasquale Tridico, secondo cui il voto delle destre a favore dell’accordo sui dazi è un tradimento del Made in Italy, in quanto l’intesa “peggiora le condizioni di accesso al mercato statunitense per l’export europeo e in particolare quello italiano”. D.C.