De Luca spara sul Governo e si prepara alla stretta. Il presidente della Campania dice stop a tutti gli istituti scolastici

di Nicola Scuderi
Politica

Prima l’annuncio del lockdown in Campania, poi il dietrofront e ora l’annuncio di una nuova stretta. Sembra sempre più in difficoltà il governatore Vincenzo De Luca che ieri ha annunciato la chiusura di tutte le scuole, asili nido inclusi, e lanciando una vera e propria invettiva contro il governo, reo a suo dire di “fortissimi ritardi” e “delle decisioni fatte con la logica del mezzo mezzo che scontenta tutti e non risolve i problemi”. Curioso che a dirlo sia proprio lui che dopo una conferenza di fuoco, risalente a otto giorni fa, aveva deciso – letteralmente contro tutto e tutti – di chiudere l’intera regione che, a suo dire, era al disastro, salvo rimangiarsi tutto nell’arco di scarse 24 ore.

Ma tutto ciò sembra non importargli tanto che ieri è tornato a fare lo sceriffo tuonando: “C’è una sottovalutazione grave della pesantezza dell’epidemia oggi e quindi tempi di decisione incompatibili con la gravità dell’epidemia. Si sta perdendo tempo prezioso. Nessuno si permetta di immaginare misure mezze mezze, per il livello di gravità del contagio le uniche misure non solo serie ma efficaci sono misure di carattere nazionale”. Governatore che se da un lato lancia un grido d’allarme tanto da esser tornato a chiedere il lockdown dell’intero Paese, dall’altro non sembra minimamente intenzionato a far da sé. In merito all’ipotesi di lockdown per Napoli, emersa negli ultimi giorni, ha tagliato corto spiegando che, a suo dire, “ci sono regioni nelle quali le percentuali sono enormemente superiori a Napoli. Nessuno dica oggi stupidaggini”. In tutto questo caos, l’unica certezza è che gli ospedali in Campania sono in difficoltà per carenze negli organici.

Per questo Ciro Verdoliva, direttore generale dell’Asl Napoli 1 all’esterno dell’Ospedale San Giovanni Bosco, ha riferito di aver “inviato una lettera a Silvestro Scotti dell’ordine dei medici di Napoli per avere l’elenco degli anestesisti in pensione. Li chiamerò uno a uno, siamo in guerra e nessuno si può sottrarre. Li chiamerò io personalmente e gli chiederò se possono tornare in servizio, servono tutti”. Al momento, spiega Verdoliva, “ci servono specialisti, prima di tutto gli anestesisti. Oggi facciamo partire un bando per reclutare con manifestazione d’interesse 20 anestesisti, 10 pneumologi e 10 medici di accettazione di pronto soccorso” con l’obiettivo di riuscire a rendere operativo il “Covid center modulare da 72 posti di terapia in allestimento.