Decreti sicurezza, più norme e più feriti in piazza: la curva delle violenze sale insieme a quella delle leggi spot

Sette provvedimenti sulla sicurezza in tre anni e mezzo: il conto dei feriti negli scontri di piazza sale insieme alle nuove norme

Decreti sicurezza, più norme e più feriti in piazza: la curva delle violenze sale insieme a quella delle leggi spot

Oltre centoventi agenti feriti in Val di Susa sabato 25 luglio, sessantaquattro a Bologna cinque giorni prima, centotré persone soccorse dal 118 a Torino il 31 gennaio. In mezzo, tra un bilancio e l’altro, il governo ha varato un decreto sicurezza, l’ha convertito in legge e ne ha annunciati altri due. La curva dei feriti sale insieme alla curva delle norme, e sale nella stessa direzione.

Torniamo a febbraio. Cinque giorni dopo gli scontri di Torino per lo sgombero di Askatasuna, il Consiglio dei ministri approva il pacchetto che diventa il decreto-legge 23 del 24 febbraio 2026, convertito con la legge 54 del 24 aprile. Dentro c’è il fermo di prevenzione: la polizia accompagna negli uffici e trattiene fino a dodici ore chi, durante una manifestazione, è ritenuto un pericolo concreto per l’ordine pubblico. Nessun reato commesso, basta il fondato motivo. Il 14 luglio un nuovo disegno di legge estende quel fermo ai minorenni. Il 23 luglio, tre giorni dopo Bologna, ne arriva un altro che presume la capacità di intendere e di volere dai quattordici anni in su.

Decreti Sicurezza, la contabilità che non torna

Sette provvedimenti in tre anni e mezzo, dal decreto anti-rave del 2022 al decreto Cutro, dal decreto Caivano del settembre 2023 al decreto-legge 48 del 2025 con i suoi quattordici nuovi reati. Poi la stessa Giorgia Meloni, alla conferenza stampa del 9 gennaio 2026, ammette che i risultati «non sono sufficienti» e annuncia l’anno del cambio di passo. Sei mesi dopo Carlo Nordio presenta la norma sull’imputabilità degli over 14 e spiega che la criminalità minorile cresce per quantità e per qualità. È la valutazione del governo sul lavoro del governo.

I numeri di Antigone dicono dove finisce l’accelerazione. Negli istituti penali per minorenni si è passati da 381 presenti a fine 2022 a 572 a fine 2025, oltre il 50 per cento in più. Il sovraffollamento è comparso per la prima volta nella storia italiana. Gli omicidi con autori minorenni intanto restano fermi: 27 nel 2022, 25 nel 2023, 26 nel 2024. A crescere è la reazione penale, non il reato. Le celle si riempiono, la sicurezza resta un annuncio.

Il colpevole a portata di mano

Franco Gabrielli, che la polizia l’ha guidata dal 2016 al 2021, il 3 febbraio aveva spiegato a Repubblica che il fermo preventivo avrebbe prodotto pochi effetti sull’ordine pubblico e rischiava di «radicalizzare ulteriormente lo scontro». Tre mesi dopo l’Ufficio del Massimario della Cassazione ha segnalato i dubbi di legittimità costituzionale sull’articolo 7 di quel decreto, perché ogni restrizione della libertà personale chiede il controllo di un giudice. Il governo ha tirato dritto. Il 25 luglio i cantieri di Chiomonte e San Didero sono stati assaltati, con oltre 400 identificati e almeno un milione di euro di danni nel solo cantiere di Chiomonte. La Lega ha subito rilanciato il reato di terrorismo di piazza, e il conto dei provvedimenti riparte da capo.

E arriviamo a Matteo Lepore. Dopo la morte di Abderrahim Fakir, 42 anni, immobilizzato a terra da due agenti al Pilastro il 19 luglio, il sindaco convoca la piazza. Matteo Piantedosi gli chiede di prenderne atto, il presidente dei deputati di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, ne chiede le dimissioni, Lega e FdI depositano esposti. Poi arrivano le minacce di morte e la scorta al sindaco, e le scuse restano sul tavolo lo stesso.

E qui la politica fa il suo mestiere: quando la sicurezza promessa manca, serve qualcuno che l’abbia impedita. Bologna offre il bersaglio ideale, un sindaco del Partito democratico in una città simbolo, e il conto si sposta dal Viminale al Comune, proprio lì dove l’ordine pubblico resta materia dello Stato. Solo che Torino, Bologna e la Val di Susa hanno risposto ai decreti alzando il tiro, e nessun esposto contro un primo cittadino sposta quel dato. Il governo ha scritto le leggi, ha alzato le pene, ha allargato i poteri di polizia. E i risultati?