Delitto Piscitelli, la Dda di Roma indaga per omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso. Ad uccidere l’ultras della Lazio è stato un killer esperto

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso. E’ l’ipotesi avanzata dai magistrati della Procura di Roma che indagano sull’omicidio Fabrizio Piscitelli, il leader degli Irriducibili della Lazio ucciso ieri, in un parco di Roma, con un colpo di pistola alla nuca. Le modalità, una vera e propria esecuzione, fanno pensare che il 53enne era in attesa di qualcuno che gli aveva dato appuntamento in quella panchina del parco degli Acquedotti. Al momento la pista privilegiata dagli investigatori della Squadra Mobile di Roma è che Diabolik, questo il soprannome di Piscitelli, possa essere stato ucciso dalla criminalità organizzata. Si è trattato, infatti, di un’azione studiata e messa in atto da un “killer esperto”. “Piscitelli aveva molti nemici e molti affari con vari gruppi criminali: un personaggio centrale con addentellati con varie realtà anche albanesi”, spiegano gli inquirenti.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

I burocrati uccidono più del virus

Dobbiamo attendere gli accertamenti medici per sapere se la giovanissima Camilla Canepa è morta per il vaccino Astrazeneca o per altro, ma in ogni caso questa tragedia ha fatto emergere tutte le falle della campagna vaccinale: il Cts, l’Aifa, Figliuolo e le Regioni. Ora non

Continua »
TV E MEDIA