Di fronte a Giletti ha ragione persino Bassetti. La risposta dell’infettivologo non piace al giornalista-tribuno. E pure l’ospite finisce sotto accusa

Giletti Basseti
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“C’eravamo tanto amati”, così potremmo pennellare il rapporto tra il noto infettivologo genovese Matteo Bassetti e il conduttore di Non è l’Arena (La 7) Massimo Giletti. Bassetti è diventato una Covid-star grazie proprio grazie agli inviti di Giletti. Intendiamoci, tutti i talk show televisivi hanno i loro cocchi preferiti, non è certo una novità. Ma il legame tra i due pareva indissolubile ed invece… È successo che domenica sera Giletti ce l’avesse con la gestione della pandemia da parte dei politici.

Intendiamoci, la pandemia all’inizio non è che sia stata gestita al meglio (vedi le chiusure non tempestive nel bergamasco), si trattava pur sempre di un imprevisto, ma poi, prese le misure e soprattutto grazie al lockdown, abbiamo quasi azzerato i contagi giocandoci però tutto nella pazza estate del 2020. Bassetti ha cercato di contenere il Giletti furioso: “Ci sono stati tanti errori in Italia e li avete messi in evidenza, ma celebrando questo anno cerchiamo di vedere anche le cose positive. Avete intervistato Casini che è appena uscito dall’ospedale e ha detto che ha trovato medici preparati. Questa è la parte buona del Covid”.

Con il risultato di farlo ulteriormente infuriare: “Voi che siete stati lì sapete delle difficoltà che ci sono e lei lo sa meglio di me. Adesso dire che è andato tutto bene no, non lo accetto, la conosco da anni. Io ho ancora l’immagine di medici che stavano lì ore ed ore con mascherine distrutte e con i politici che gli dicevano ‘bravi, bravi’ e gli davano 36 euro in busta paga. Io non sto da quella parte lì, Bassetti”.

L’affondo di Giletti, poi, si conclude con una richiesta: “Oggi, a distanza di un anno, bisogna avere il coraggio di dire che se qualcuno ha sbagliato deve pagare, perché il Paese merita che nei luoghi importanti ci siano persone competenti”. A questo punto Bassetti ha replicato pur con compostezza: “Ha detto tutto lei, io non dico altro, io non voglio fare il politico. Sono stato invitato qui da medico, mi avete fatto delle domande e rispondo da medico, altrimenti vado via e parlano i politici che forse è meglio”.

Insomma siamo di fronte ad un nuovo caso tipo Corona-Berlinguer a Carta Bianca? Comunque Giletti ne ha combinata un’altra delle sue e mai avremmo pensato di dover difendere l’infettivologo Bassetti che questa volta è stato vittima dei furori metafisici di un Giletti che ha perso il controllo, come spesso gli era già accaduto in passato. Giletti, come è noto, pende – diciamo così – naturalmente a destra e questo è un suo tratto distintivo.

Ma ora che c’è un governo Draghi di portata nazionale (solo FdI è fuori) forse dovrebbe riallinearsi anche alla linea editoriale del Corriere della Sera-La7, ed invece continua a mettere in imbarazzo Urbano Cairo che non sa più che pesci prendere con l’iracondo conduttore noto per fare sempre più spesso processi catodici in contumacia.

Anche perché caro Giletti, se perdi Bassetti ti tocca andare sul mercato degli infettivologi secondari e poi così fai pochi ascolti e questo non renderà sicuramente felice il tuo editore che viene dal marketing e non è un tipo – per così dire – sentimentale, ma molto numerico, pitagorico e razionale. E poi Giovanni Floris, con DiMartedì, sempre La7 finisce che ti supera e devi cercarti un nuovo lavoro. Lo fanno, lo fanno… (cit. Carlo Verdone).