Direzioni di genere ai soliti noti, in Rai la restaurazione corre spedita. Via libera del Cda alle proposte dell’Ad Fuortes. Ruoli chiave anche a chi sta per andare in pensione

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In casa Rai l’ennesima restaurazione è servita. Ieri il CdA di viale Mazzini ha espresso parere positivo alle nomine dei nuovi direttori di genere proposte dall’amministratore delegato Carlo Fuortes e poco importa se di un vero rilancio del servizio pubblico non se ne veda traccia. Ignorato anche il particolare che i gradi sono stati dati persino a chi sta per andare in pensione e che farà dunque quasi prima a fare i bagagli che a mettere a punto un programma strutturato di lavoro. L’importante è accontentare sia destra che sinistra, con scelte bipartisan fondamentali a non creare attriti nella variopinta maggioranza che sostiene il premier Mario Draghi. La stessa linea seguita con le nomine di Monica Maggioni, che con il bavaglio ai No Vax sta già facendo discutere, e Mario Orfeo

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FUMATA BIANCA

Il CdA come direttori di genere ha approvato la scelta di ricorrere a persone già in servizio all’interno dell’azienda. A guidare la Direzione Prime Time, che si occupa dei programmi di intrattenimento serale, sarà Stefano Coletta, attuale direttore di Rai1, alla Direzione Day Time, che si occupa dei programmi di intrattenimento nell’arco della giornata, va Antonio Di Bella, attualmente corrispondente Rai da New York, alla Direzione Cultura ed Educational Silvia Calandrelli, direttrice di Rai Cultura, alla Direzione Documentari Fabrizio Zappi, vicedirettore di Rai Fiction, alla Direzione Fiction la direttrice di Rai Fiction, Maria Pia Ammirati, e alla Direzione Kids il direttore di Rai Ragazzi, Luca Milano. Ancora: come responsabile della Direzione Contenuti Digitali è stata scelta Elena Capparelli, direttrice di Raiplay, e alla Direzione Cinema e Serie Tv Francesco di Pace, capostruttura per cinema e fiction di Rai3. Le Direzioni di genere prendono il posto delle Direzioni di Rete e di altre Direzioni aziendali, secondo una suddivisione di competenze per argomento. E sono tenute a elaborare e curare la programmazione che troverà realizzazione a partire dal palinsesto estivo. Il 18 novembre il Cda aveva inoltre già nominato Alessandra De Stefano direttrice per lo Sport e Mario Orfeo direttore per l’Approfondimento.

LE CRITICHE

Preoccupato per le scelte fatte da viale Mazzini il segretario generale della Fnc-Ugl Comunicazioni, Salvatore Muscarella, sostenendo che vi è satto un assordante silenzio dell’AD sulla sua promessa di presentare al più presto un suo piano industriale. Bocciati i dirigenti scelti, ritenendo che si è voluto creare una sorta di monocolore culturale in ogni snodo di futura area ideativa e produttiva: “La politica che denuncia spesso a gran voce la necessità di liberare la Rai dall’ingerenza dei partiti, sembra aver perso di vista che la prima garanzia di un servizio pubblico apprezzato dagli italiani è quella della sua capacità di interpretare le diverse anime del nostro paese e non quella di una sola parte, peraltro minoritaria, di esso”. Polemiche inoltre sul taglio della terza edizione del Tgr. Per l’Usigrai quanto accaduto è il frutto di una azione unilaterale dell’amministratore delegato, senza alcun confronto sindacale e senza alcun progetto complessivo. “La decisione del Cda Rai di cancellare l’edizione notturna dei telegiornali regionali è, di fatto, un attacco all’informazione nel nostro Paese”, ha aggiunto Paolo Capone, segretario generale Ugl. “Si potranno ottenere maggiori risparmi senza toccare l’informazione e le edizioni notturne”, specifica il consigliere di amministrazione Riccardo Laganà.

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