Disastro aereo in Sinai, prende quota l’ipotesi della bomba nella stiva. La Russia sospende i voli su tutto l’Egitto

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Il mistero che s’infittisce fa pensare sempre di più che dietro il disastro aereo sui cieli del Sinai, costato la vita a 224 persone, possa esserci la matrice terroristica. Secondo gli inquirenti britannici l’Airbus russo sarebbe esploso a causa di una bomba che si trovava nella stiva del velivolo. Già l’intelligence americana aveva parlato di una valigia bomba. I funzionari britannici, comunque, non hanno ancora escluso del tutto la possibilità di un guasto, ma questa appare sempre più improbabile. Fonti vicine alle indagini fanno sapere che i dati presenti sulla scatola nera che registra i parametri di volo non aiutano a stabilire le cause del disastro aereo. Stando alle registrazioni “tutti i sistemi funzionavano regolarmente” e l’aereo “dopo il decollo ha quasi raggiunto l’altezza prestabilita, dopo è avvenuto un evento dopo il quale la registrazione di tutti i parametri si è fermata in un attimo”. Il timore di un attentato passa anche dai provvedimenti di bloccare tutti i voli in partenza per Sharm el Sheick. Una misura che verrà ridotta parzialmente a partire da oggi. Un brutto colpo anche per il turismo, tra l’altro già in calo, nella località egiziana. Dall’Italia, invece, risultano programmati da Fiumicino per sabato e domenica due charter con Blue Panorama e Air Mistra. L’Enac ha disposto che le compagnie aeree nazionali che hanno voli programmati in partenza da Sharm El Sheikh effettuino per proprio conto controlli di sicurezza (security) aggiuntivi rispetto a quelli che vengono normalmente eseguiti presso l’Aeroporto di Sharm.

Cresce il timore anche in Russia. Tanto che sono stati bloccati i voli su tutto l’Egitto. Il capo dei servizi segreti russi (Fsb), Aleksandr Bortnikov, ha ritenuto necessario sospendere i voli dell’aviazione civile russa in Egitto finché non saranno chiare le cause del disastro aereo nel Sinai e il presidente russo, Vladimir Putin ha ordinato lo stop.

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