Doping di Stato, niente Olimpiadi di Rio per l’atletica russa. Mosca protesta: è una violazione dei diritti umani

dalla Redazione
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Niente Olimpiadi di Rio per l’atletica russa. La Federazione di Mosca ha infatti confermato di essere stata sospesa dalla Iaaf, la Federazione Internazionale di atletica, che ha deciso di confermare la squalifica per doping di tutti gli atleti russi.

Ma non è detta l’ultima patola: ai russi, infatti, resta ancora la speranza di gareggiare alle Olimpiadi di Rio nel caso il Cio concederà l’esenzione nella riunione della prossima settimana. Ma è un’ipotesi tutt’altro che probabile. Il Consiglio della Iaaf si è riunito a Vienna per decidere se revocare il divieto dopo aver sentito dall’apposita task force che significativi problemi di doping sussistono ancora in Russia.

IL QUADRO – Come si ricorderà, la sospensione era stata imposta a novembre ed ampliata nel mese di marzo. L’iniziale squalifica era stata decisa dopo che un rapporto stilato da una commissione indipendente della Wada, l’agenzia antidoping mondiale, aveva rivelato l’esistenza in Russia del doping di stato. Lo scorso mercoledì la Wada ha pubblicato un altro rapporto schiacciante sulla situazione del doping in Russia, che ha rivelato 52 nuovi test antidoping positivi e vicende di tentativi straordinari per evitare, ostacolare o intimidire gli addetti ai test. La decisione dello Iaaf, dunque, non poteva che essere questa. Ed era attesa, come ha confermato pure il ministro dello Sport russo, Vitaly Mutko, il quale ha aggiunto che Mosca reagirà sicuramente a tele decisione. E intanto si muovono pure gli atleti. La due volte campionessa olimpica nel salto con l’asta, Yelena Isinbayeva, intende dimostrare in tribunale che la sospensione della Federatletica russa dalle competizioni internazionali decisa dalla Iaaf, è una violazione dei diritti umani.