L’intervista/1. Dopo il voto in Sicilia, l’appello di Casson (Mdp) ai dem: “Parliamo ma solo se il Pd cambia”

di Giorgio Velardi
L'intervista

“Non bisogna prendere posizioni pregiudiziali” ma “se il Pd resta questo è inutile discutere di alleanze”. Felice Casson, senatore ex Pd oggi in Mdp, parla chiaro. Rispondendo a chi, come Davide Faraone e il capogruppo dem alla Camera, Ettore Rosato, ha inviato messaggi di distensione ai bersanian-dalemiani dopo la batosta rimediata sull’isola e in vista delle prossime Politiche. “Oggi il Pd non ha più nulla da sinistra – ragiona l’ex magistrato –. In Senato, da alcuni anni ormai, cede alle posizioni del centro e della destra. Tra la copia e l’originale, gli elettori scelgono l’originale”.

Tutto chiaro, ma mi faccia capire: quali sono le condizioni che potrebbero farvi cambiare idea?
Un cambio di linea politica su lavoro, scuola, pensioni, legalità. Finora, quando abbiamo provato a chiedere un confronto su questi temi, la risposta è sempre stata una porta chiusa in faccia. Se le cose dovessero cambiare però non avremmo alcun problema a sederci a un tavolo e discuterne.

Non sarà pure un problema di leadership? Con Orlando alla guida del Pd le cose potrebbero migliorare?
No. La vera questione resterebbe sempre e comunque quello dei contenuti. Guardi, le dirò una cosa forte, ma sono abituato a parlare chiaro: recentemente in Senato mi sono trovato d’accordo più col M5S che col Pd. Cedere alla chiamata alle armi dei dem ‘a scatola chiusa’ non mi riguarda e non mi tocca neanche un po’.

Ma voi che state a sinistra del Pd che intenzioni avete? Mancano pochi mesi alle elezioni: vi federate o no? Il tempo stringe…
Serve indubbiamente un’accelerazione, e sono convinto che l’obiettivo sia alla portata. Però…

Però?
Bisogna che i tanti ‘piccoli leader’ che albergano a sinistra la smettano di guardare al passato e inizino a ragionare in ottica futura.

A proposito di leader: il presidente del Senato, Pietro Grasso, potrebbe fare al caso vostro?
Cercare prima la figura che guiderà l’eventuale schieramento e poi ragionare sui contenuti è l’errore che bisogna assolutamente evitare. Spero che questa mia idea sia anche quella di tutti gli altri, altrimenti partiamo col piede sbagliato.

Tw: @GiorgioVelardi