Dopo l’intesa sui migranti il decreto Rilancio approda in Consiglio dei ministri. Lamorgese: “L’emersione del lavoro nero riporta a una condizione di legalità”

dalla Redazione
Politica

Dopo l’intesa raggiunta nella notte, in particolare sulle norme riguardanti la regolarizzazione dei migranti, il dl Rilancio approdato oggi (alle 17) in Consiglio dei ministri. “L’emersione del lavoro nero – ha detto il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese – riporterebbe a una condizione di legalità una realtà di lavoratori impiegati come braccianti e, nelle nostre case, come colf e badanti. L’intenzione del governo è garantire la dignità delle persone, la tutela della legalità e le esigenze del mercato del lavoro”.

“Viene regolarizzato – ha spiegato Radio Anch’io il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova – chi ha un permesso di soggiorno scaduto, quindi milioni di badanti che vivono nelle nostre famiglie, e i lavoratori agricoli che hanno lavorato in agricoltura che possono chiedere, senza un datore di lavoro che li accompagni, un permesso di soggiorno temporaneo e quando esibiscono un rapporto di lavoro passato in agricoltura, possono ricevere un permesso di lavoro per 6 mesi”. Seconda la ministra per la quale con l’accordo sui migranti “ha vinto la dignità di persone” che “potranno adesso chiedere tutele nel proprio lavoro”.

Il Governo, nel dl rilancio, ha deciso di stanziare 1 miliardo e 450 milioni per la scuola, 1 miliardo per il Fondo per gestione rientro a scuola a settembre (400 mln nel 2020, 600 nel 2021); 331 milioni per device, connettività, sicurezza, misure di protezione, assistenza medica, adattamento spazi in vista del rientro; 39 milioni per consentire esame di maturità in presenza, in sicurezza, comprando tutti i dispositivi di protezione necessari e assicurando l’igienizzazione costante degli ambienti; 80 milioni per la fascia 0-6 per coprire le mancate rette (65 milioni) e aumentare il fondo regionale (15 milioni). Sono previste, ha spiegato la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in audizione in Commissione alla Camera, anche misure di semplificazione in tema di edilizia scolastica, per consentire a enti locali proprietari degli immobili di operare velocemente, eliminando passaggi burocratici.

“L’accordo sulle regolarizzazioni dei lavoratori è stato raggiunto. Anche per colf e bandanti. E anche per gli italiani. Non per le braccia, ma per le persone. Non era questione di bandierine, ma di dare risposte a chi aspettava da tempo legalità e diritti”, ha scritto su Twitter il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano. Parla, invece, di un accordo “soddisfacente”  e “frutto di un testo modificato e migliorato rispetto a quello di domenica scorsa, che accoglie nostre esplicite richieste e mette al centro il lavoro regolare” il leader M5S, Vito Crimi. Questa mattina il viceministro all’Economia, Antonio Misiani, ha sottolineato che si tratta di un “provvedimento molto complesso, 55 miliardi e oltre 200 articoli, dobbiamo rispondere alla crisi più grave dal dopoguerra con misure eccezionali”.