L’ultima rotta di Schettino

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Il comandante Schettino non si smentisce mai. Dopo aver abbandonato la nave al proprio destino al riparo di una scialuppa su uno scoglio , ora è il momento dei propri ufficiali. “I primi mesi ho provato un  dolore immenso. E dopo ho voluto spiegare, fare capire, dare un senso  a tutto quello che era successo”, ha detto in un’intervista a ‘Le Figaro’ sulla tragedia della  Costa Concordia a due anni esatti dalla tragedia costata la vita a 32  persone. “Dall’inizio, i fatti non sono stati raccontati correttamente dai media” e proprio per questo, ha aggiunto, ha iniziato a scrivere  “un libro di memorie per spiegare cosa e’ successo veramente durante  quella lunga notte del 13 gennaio 2012”. Ma che cosa rimpiange il comandante? “Rimpiango solo di avere  avuto ai miei ordini degli ufficiali che non sono stati all’altezza.  Tutto il mondo pensa che il comandante diriga una nave come si  guiderebbe un autobus, una macchina, una moto, un treno o un aereo. Ma il comandante agisce veramente solo quando fa la manovra per entrare o uscire dal porto”.

Il giorno del ricordo

Nel giorno in cui l’Isola del Giglio ricorda il secondo anniversario del naufragio della Costa Concordia, nel cantiere attorno al relitto l’attività è meno evidente del solito, impegnato per lo più all’interno della nave e senza necessita’ di grandi attrezzature nel porto. Si lavora inoltre altrove, a predisporre le strutture che serviranno, presumibilmente ad aprile, ad agganciare sul lato di dritta, quello per una anno e mezzo e’ rimasto schiacciato sul fondale, i cassoni che serviranno a farla rigalleggiare: sia che la scelta sia di trainarla cosi’ fino al porto di destinazione, sia che venga deciso di portarla in un fondale di almeno trenta metri e poi sollevata e caricata sulla nave semisommergibile Vanguard per accompagnarla al luogo in cui sarà  rottamata. A quel punto basterebbe un porto, si dice, con poco piu’ di undici metri di fondale.

Piombino miglior soluzione – “Sono d’accordo con il ministro Orlando. E’ necessario che la rottamazione della Costa Concordia sia fatta in Italia”, aveva commentato il presidente della Toscana, Enrico Rossi all’indomani della conferenza stampa di venerdì a Roma. “Noi – aveva proseguito – lavoreremo per questo e perché la scelta cada sul porto di Piombino. Sono convinto che questa sarebbe la soluzione migliore sia dal punto di vista ambientale che economico”. Piombino del resto e’ il porto più vicino, distante appena 32 miglia, e si sta attrezzando. Finora l’operazione di recupero della Concordia e’ costata a Costa e alle assicurazioni inglesi oltre 600 milioni. Lo smantellamento, e’ stato ripetuto nei giorni scorsi, probabilmente avrà una ricaduta diretta sull’economia del territorio di almeno altri 30. La commessa inoltre darà lavoro per un paio di anni ad almeno duecento persone.

 

 

 

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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